L’Europa «può avere un ruolo positivo» nella costruzione della pace, ma «solo se parla con una voce sola». Lo ha detto Antonio Padoa Schioppa, giurista e storico, che ha partecipato alla quarta edizione dei Percorsi di cultura politica organizzati dalla rivista Il Regno assieme alla Comunità di Camaldoli su “La Terza Questione. La Chiesa, i cattolici e l’Italia”, con una relazione dal titolo «L’Europa come democrazia, come libertà, come solidarietà: un modello possibile?».

 

«Questo è un momento difficile per tutti, sia i singoli sia le collettività sia gli Stati sia l’Europa per le ragioni che sappiamo bene: economiche, sanitarie, politiche e la guerra che ci sta alle frontiere – ha detto Padoa Schioppa in un’intervista a margine dell’incontro (vedi video sotto) -. La domanda che ci si può porre è: in una situazione del genere l’Europa può avere un ruolo positivo sia nei confronti della pace, sia nei confronti delle sofferenze date dalla situazione anche economica? La mia risposta è: a certe condizioni sì». Secondo il giurista «l’Europa può aiutare, anche nel contesto internazionale, ma l’Europa può essere una forza positiva solo se parla con una sola voce e non come un concerto di voci nazionali che spesso si contraddicono. Purtroppo questo è successo e spero che un po’ alla volta non succeda più». Perché altrimenti «l’Europa diventa non rilevante e noi non riusciamo a fare quello che i nostri cittadini ci chiedono: contribuire a superare le grandi difficoltà che abbiamo a cominciare dal clima per il quale occorrono investimenti enormi».

«Nessuno Stato, neppure gli Stati più forti come la Germania, ha la forza di farlo da solo. L’Europa deve parlare con una voce sola» ha concluso Padoa Schioppa. 

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