Giovedì 19

• Alla presenza di un gruppo di partecipanti al Sinodo si tiene in piazza San Pietro, alle 19.15, presso la scultura «Angel Unawares», un «Momento di preghiera per migranti e rifugiati» presieduto da papa Francesco. «Accogliere, proteggere, promuovere e integrare: questo è il lavoro che noi dobbiamo fare», dice il papa nel corso della sua riflessione.

• È avvenuto nel pomeriggio di martedì 17 ottobre ma in Italia la notizia inizia a circolare dal 18, e oggi compare anche sui media vaticani: papa Francesco ha incontrato a Santa Marta, per 50 minuti, suor Jannine Gramick, cofondatrice negli USA di New Ways Ministries (che raduna i cattolici LGBTQ+). Sul sito del movimento, un lungo articolo ne parla come di «un momento che un tempo sarebbe stato impensabile».

• Il calendario delle udienze di papa Francesco di oggi prevede incontri con: José Rodríguez Carballo (Mérida-Badajoz, coadiutore); Ronald Steven Lauder (Congresso ebraico mondiale); Michael D. Higgins (presidente Irlanda); Gjergj Meta (Rrëshen); vescovi del Benin in visita ad limina.

 

Sabato 21

• Dopo che la giornata di venerdì è trascorsa senza alcuna attività pubblica di papa Francesco, oggi essa è limitata ad alcune udienze: al card. Robert Francis Prevost (Dicastero per i vescovi); a Majlinda Frangaj (nuovo ambasciatore di Albania); a Garen Nazarian (ambasciatore di Armenia, in congedo);
a Denis Bećirović (della Presidenza collegiale della Bosnia ed Erzegovina); al card. Louis Raphaël Sako (Baghdad dei Caldei, patriarca).

 

Domenica 22

• È un missionario italiano del PIME l’uomo che papa Francesco mette oggi alla guida della diocesi di Orano, in Algeria. Si chiama Davide Carraro, ha 46 anni e ha vissuto nel paese nordafricano per diversi periodi, a partire dal 2007; ultimamente era vicario generale della diocesi di Algeri.

• Prima dell’Angelus, la consueta riflessione di papa Francesco per i fedeli in piazza San Pietro guarda al Vangelo di oggi e commenta la risposta di Gesù alla domanda: «È lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?» (Mt 22,17).

• «La guerra è sempre una sconfitta, è una distruzione della fraternità umana. Fratelli, fermatevi! Fermatevi!» sono le parole con le quali papa Francesco, dopo l’Angelus (nel video dal minuto 11), conclude il suo rinnovato appello, in riferimento «a quanto sta accadendo in Israele e in Palestina», affinché «si aprano degli spazi, si continuino a far arrivare gli aiuti umanitari e si liberino gli ostaggi».

• A rafforzare l’impegno diplomatico di papa Francesco e della Santa Sede sul fronte mediorientale giunge la notizia che oggi egli ha avuto un colloquio telefonico con il presidente USA Joe Biden, della durata di 20 minuti. La Casa Bianca riferisce che hanno discusso «della necessità di prevenire un’escalation nella regione e di operare per una pace duratura in Medio Oriente»; la Santa Sede dichiara «che la conversazione ha avuto come argomento le situazioni di conflitto nel mondo e il bisogno di individuare percorsi di pace».


Lunedì 23

• Esce domani in Italia, per i tipi di Salani, la traduzione italiana di «El Pastor», libro-intervista a papa Francesco dei giornalisti argentini Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin che il mondo ispanofono ha conosciuto e letto intorno al decennale del pontificato (vedi PapaNewsLink 23.2-1.3.2023). Per il nostro paese il titolo del volume diventa «Non sei solo. Sfide, risposte, speranze»; ne anticipano alcuni brani «Avvenire» e «La Stampa». Dal quotidiano torinese le agenzie prelevano una frase a effetto sul «fallimento dell’Occidente nel suo tentativo di importare la propria tipologia di democrazia in certi Paesi con una cultura, non dico tribale, ma di stampo simile».

 

Mercoledì 25

• In una giornata ricca di atti di papa Francesco, quello più rilevante è il discorso che egli pronuncia in spagnolo nel pomeriggio, all’inizio della XVIII congregazione del Sinodo. Nel presentarlo, tanto i media secolari quanto quelli d’ispirazione cristiana – compresi i media vaticani – sottolineano la sua visione della Chiesa come «santo e fedele popolo di Dio» (al mattino il Sinodo ha appunto reso pubblica una propria «Lettera al popolo di Dio») e la severa messa in guardia dalla tante forme di clericalismo.

• Prima della consueta Udienza generale del mercoledì papa Francesco incontra una delegazione dell’«United States Holocaust Memorial Museum» di Washington, che gli presenta «una lettera aperta scritta da sopravvissuti all’Olocausto che condanna gli attacchi di Hamas contro il popolo ebraico» e gli esprime «gratitudine per la decisione di aprire nel 2020 gli archivi vaticani mettendo a disposizione degli studiosi migliaia e migliaia di documenti su Pio XII».

• Nel corso dell’Udienza generale, in una piovosa piazza San Pietro, papa Francesco prosegue il ciclo di catechesi su «La passione per l’evangelizzazione: lo zelo apostolico del credente» presentando «I santi Cirillo e Metodio, apostoli degli slavi».

• Dopo i saluti ai pellegrini papa Francesco pronuncia, a proposito della «grave situazione in Palestina e in Israele», un appello (nel video dal minuto 60) per «il rilascio degli ostaggi e l’ingresso degli aiuti umanitari a Gaza» e ricorda che per il prossimo 27 ottobre ha indetto «una giornata di digiuno, di preghiera e di penitenza» al termine della quale, dice, «alle ore 18, in San Pietro, ci raduneremo a pregare per implorare la pace nel mondo».

• Ha inizio a Modena e in altre città emiliane l’VIII Festival delle migrazioni, promosso dalla fondazione Migrantes della CEI sul tema: «Liberi di partire, liberi di restare». Papa Francesco si rivolge ai partecipanti con un messaggio.

Mocellin

Guido Mocellin

Giornalista

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