È un declino che procede lento: ecco in sintesi il nucleo della ricerca sugli italiani e la religione presentata a Camaldoli lo scorso 6 ottobre, con grande risonanza mediatica. Costituisce una seconda tappa e utile metro comparativo rispetto a quella effettuata nel 2009 (cf. Regno-att. 10,2010,337). Curata da Paolo Segatti e Gianfranco Brunelli, è pubblicata nell’ultimo numero della rivista, il numero 18 di Attualità.

Diminuisce la percentuale di chi si dichiara cattolico (ma sono comunque 3 italiani su 4). Aumenta viceversa di quasi 10 punti chi si definisce non credente o ateo (1 italiano su 6). Diminuiscono di 10 punti gli italiani che vanno a messa ogni domenica e di poco meno coloro che ci vanno qualche volta al mese. Aumentano invece di 18 punti coloro che non vi partecipano mai.
Cala la partecipazione dei nonni (un effetto delle celebrazioni digitali del tempo del COVID?), anche se continuano a essere la catena di trasmissione della fede alle giovani generazioni, sempre più lontane.
Si secolarizzano le donne, da sempre la categoria più rappresentata nell’ambito religioso. Per quanto poi riguarda la partecipazione alla vita politica, se occorre sottolineare che più si è cattolici e praticanti più si va a votare, rispetto invece alla scelta elettorale si può dire con sicurezza che non esiste un voto cattolico.
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Maria Elisabetta Gandolfi
Caporedattrice Attualità per “Il Regno”
