Giovedì 16
• «La santità che unisce, la santità familiare e la santità martiriale» sono i tre aspetti della santità che papa Francesco illustra incontrando i partecipanti al convegno «La dimensione comunitaria della santità» promosso dal Dicastero delle cause dei santi.
• «Non lasciate soli quanti soffrono, non lasciate solo il Signore del tabernacolo, convincetevi che non potete fare nulla con le mani se non lo fate con le ginocchia». È «come il ping pong, una cosa tira l’altra», dice papa Francesco ai membri dell’Associazione dei sacerdoti ispanici negli Stati Uniti d’America (a Roma per il loro annuale congresso), integrando a braccio il testo preparato.
• Oggi papa Francesco riceve in udienza anche: Raimo Ramón Goyarrola Belda (Helsinki); partecipanti al Convegno promosso dalla Pontificia accademia mariana internazionale sulla mistica spagnola María de Jesús de Ágreda; Kostadin Tashev Kodzhabashev (nuovo ambasciatore Bulgaria); Kevin Randall (nunzio in Bangladesh).
• Nel pomeriggio papa Francesco, in macchina, raggiunge la parrocchia romana di Santa Maria Madre dell’Ospitalità (a Villa Verde, zona di Torre Gaia) dove – si legge in uno dei resoconti – intreccia con i preti della XVII prefettura «una conversazione serrata (…) sulla difficoltà a far giungere il discorso cristiano a una città che, anche in periferia, non è più ricettiva».
Venerdì 17
• Le udienze odierne di papa Francesco: pellegrini dell’Arcidiocesi di Ozamiz (Filippine) attraverso i santuari mariani europei, per festeggiare il loro giubileo (50 anni); vescovi della Repubblica del Congo in visita ad limina.
• Nel pomeriggio, a Santa Marta, un incontro, voluto da papa Francesco, dall’alto valore simbolico: avviene con «Pato» Mbengue Nyimbilo Crepin, 30 anni, migrante dal Camerun che nei mesi scorsi ha perso moglie e figlia, respinte dalla Tunisia e lasciate morire nel deserto libico. Il papa ha detto di aver «pregato tanto» per loro. Erano presenti il card. Micheael Czerny, prefetto del Dicastero per lo sviluppo umano integrale, e don Mattia Ferrari, cappellano di Mediterranea Saving Humans.
Sabato 18
• Ieri, 17 novembre, i 150 partecipanti al I Incontro nazionale dei referenti territoriali del Servizio nazionale CEI per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili. Erano riuniti nel Cento congressi Augustinianum di Roma. Oggi sono ricevuti in udienza da papa Francesco, accompagnati dai vertici CEI. «“Nessun silenzio o occultamento può essere accettato in tema di abusi” – questa non è materia negoziabile» ha ribadito il papa facendo sue le Linee guida CEI-CISM, anche a proposito dell’importanza di «perseguire l’accertamento della verità e il ristabilimento della giustizia all’interno della comunità ecclesiale», anche quando per lo Stato non c’è reato.
• In Aula Paolo VI, per l’abituale udienza del sabato a gruppi numerosi, ci sono ad attendere papa Francesco i 2.000 membri dell’Associazione otorinolaringologi ospedalieri Italiani (AOOI) e della Federazione italiana medici pediatrici (FIMP) ai quali, pur senza citare esplicitamente il recente caso di Indy Gregory, raccomanda: «Una medicina che rinuncia alla cura e si trincera dietro procedure disumanizzate e disumanizzanti non è più l’arte del curare».
• Le altre udienze di papa Francesco oggi: card. Claudio Gugerotti (Dicastero per le Chiese orientali); Nicolò Anselmi (Rimini); Gábor Pintér (nunzio in Honduras); José Luis Díaz-Mariblanca Sánchez (missione di studio in Hong Kong); Adbul Latif Jamal Rashid (presidente della Iraq).
• Nel tardo pomeriggio, di nuovo in Aula Paolo VI (nell’atrio), papa Francesco partecipa a una cena che si colloca in coda all’incontro con i bambini del 6 novembre scorso: i suoi commensali sono infatti i 130 volontari che hanno collaborato a realizzare quell’evento. I media sottolineano il clima informale della serata.
• Papa Francesco chiama un missionario a Foggia-Bovino: al posto di Vincenzo Pelvi, che rinuncia per età, nomina alla guida dell’arcidiocesi Giorgio Ferretti. Genovese, 56 anni non ancora compiuti, è membro della Fraternità missionaria di Sant’Egidio e dal 2017 era «fidei donum» in una parrocchia dell’arcidiocesi di Maputo, in Mozambico.
Domenica 19
• La messa presieduta nella basilica di San Pietro e il pranzo con 1.200 persone caratterizzano la partecipazione di papa Francesco alla VII Giornata mondiale dei poveri. Nell’omelia sintetizza così l’insegnamento della «parabola dei talenti» narrata nel Vangelo di oggi rispetto alla Giornata: «Far fruttare la carità».
• Prima dell’Angelus papa Francesco torna sulla odierna «parabola dei talenti» (Mt 25.14-30), puntando l’attenzione al «bivio che abbiamo davanti a Dio: paura o fiducia».
• Le crisi internazionali su cui papa Francesco richiama l’attenzione dei fedeli in piazza San Pietro, dopo l’Angelus (nel video dal minuto 11’40”), sono quella ucraina, quella israelo-palestinese e quella del Myanmar, la cui popolazione, dice, «continua a soffrire a causa di violenze e soprusi». Tra gli altri argomenti la beatificazione, ieri a Siviglia, di Manuel González-Serna e diciannove compagni presbiteri e laici, «uccisi nel 1936 nel clima di persecuzione religiosa della guerra civile spagnola».
Lunedì 20
• Papa Francesco presiede la periodica riunione dei capi dicastero della curia romana. Fra le questioni chiave all’ordine del giorno ha posto la riforma della curia, la cura dei poveri e la protezione dei minori.
• L’adesione di papa Francesco all’odierna Giornata mondiale dell’infanzia è espressa con un tweet da 50mila visualizzazioni sull’account X @Pontifex.it: «Quanti bambini sono privati del diritto fondamentale alla vita e all’integrità fisica e mentale, a causa dei conflitti? Quanti bambini sono costretti a partecipare o assistere ai combattimenti e a portarne le cicatrici? Nessuna guerra vale le lacrime dei bambini».
• La Conferenza episcopale spagnola diffonde una lettera di papa Francesco ai vescovi delle Canarie, nella quale esprime loro «alcune parole di incoraggiamento e di vicinanza» per «la difficile situazione che attraversano le isole Canarie a causa della crisi migratoria» e ringrazia gli abitanti per il «modo in cui accolgono».
Martedì 21
• Sul sito del quotidiano tedesco Dei Welt viene riprodotta integralmente e commentata una lettera di papa Francesco datata 10 novembre. Rispondendo a una recente recente lettera di quattro ex delegate al Synodale Weg tedesco, ribadisce di condividere la loro preoccupazione «per gli ormai numerosi passi concreti con cui grandi porzioni di questa Chiesa locale continuano a minacciare di allontanarsi sempre più dal cammino comune della Chiesa universale»; in particolare tra tali passi indica la costituzione di un Consiglio sinodale composto di laici e vescovi e con ampi poteri decisionali.
• In Argentina è stato eletto un nuovo presidente, Javier Milei, e papa Francesco gli telefona per congratularsi, come conferma la Sala stampa della Santa Sede. Dal canto suo Milei pubblica un comunicato-stampa che dà conto della telefonata riferendosi al papa con toni assai più concilianti di quelli usati durante la campagna elettorale.
• Sulle pagine di Avvenire e sul sito Vatican News si anticipa la prefazione di papa Francesco a una nuova raccolta di suoi testi, a tema natalizio. Il volumetto si intitola «Il mio presepe. Vi racconto i personaggi di Natale» ed esce in coedizione Piemme-Libreria editrice vaticana. «Salvaguardare lo spirito del presepe», vi si legge, equivale a «una salutare immersione nella presenza di Dio che si manifesta nelle piccole, talora banali e ripetitive, cose quotidiane».
• Nell’Aula nuova del Sinodo si proietta, questo pomeriggio, «Freedom on Fire: Ukraine’s fight for freedom», docufilm sulla guerra in Ucraina realizzato dal regista Evgeny Afineevsky (russo naturalizzato statunitense). Papa Francesco, che vi assiste, al termine si esprime ancora una volta in termini di solidarietà con «questo popolo che difende la sua identità», raccomandando di farsi «vicini a tanta sofferenza».
Mercoledì 22
• Avvengono la mattina presto, fra le 7.30 e le 8.30, le due udienze in cui papa Francesco incontra, separatamente, «familiari di ostaggi israeliani nel conflitto di Gaza» e «familiari di palestinesi di Gaza». Successivamente la Sala stampa della Santa Sede smentisce le dichiarazioni del gruppo palestinese, secondo il quale il papa avrebbe parlato, rispetto a quanto sta accadendo a Gaza, di genocidio.
• Viene diffuso da oggi attraverso la Rete di preghiera mondiale del papa un video in cui Francesco, con lo stile che caratterizza i «Video del papa» affidati mensilmente alla stessa Rete, chiede di pregare per la pace nel mondo e in Terra santa: «È pesante quello che sta accadendo in Terra santa. È molto pesante», dice drammaticamente. «Il popolo palestinese, il popolo di Israele, hanno il diritto alla pace, hanno il diritto di vivere in pace: due popoli fratelli. (…) Preghiamo perché le controversie vengano risolte con il dialogo e i negoziati e non con una montagna di morti da entrambe le parti».
• È nuovamente incentrata sull’«Evangelii gaudium» la catechesi di papa Francesco all’udienza generale, n. 27 del ciclo «La passione per l’evangelizzazione: lo zelo apostolico del credente» e intitolata «L’annuncio è per tutti».
• Terminati i saluti ai pellegrini, le ultime parole di papa Francesco (nel video dal minuto 56’40”) sono per gli incontri avuti di prima mattina con le due delegazioni di israeliani e di palestinesi (vedi sopra), che gli fanno dire: «Qui siamo andati oltre le guerre, questo non è guerreggiare, questo è terrorismo», e ancora: «Preghiamo per il popolo palestinese, preghiamo per il popolo israeliano, perché venga la pace».
Guido Mocellin
Giornalista
