L’avvicinarsi della fine dell’anno civile porta a stilare qualche bilancio, che si può vedere anche come «filo rosso» dell’ultimo numero del 2023 di Regno–Attualità, il 22, da ieri on-line e presto stampato.

Per quanto riguarda la Chiesa tale «filo rosso» si può sintetizzare nel processo di riforma avviato tramite la «sinodalità» (Serena Noceti recensisce infatti il volume del teologo Giacomo Canobbio Un nuovo volto della Chiesa? Teologia del sinodo, Morcelliana, Brescia 2023), che ha ricadute importanti sul diritto canonico, lo strumento giuridico che regola la vita ecclesiale e che quest’anno, nella versione sua più recente (Codice di diritto canonico, 1983), ha compiuto 40 anni di vita: Carlo Fantappiè e Paolo Cavana ne descrivono la parabola, individuando anche gli interrogativi che la sinodalità, appunto, pone al Codice.

 

Riforma tra linearità e strappi

Questo processo di riforma non è sempre lineare, a volte procede per strappi, come scrive Massimo Faggioli da Oltreoceano, o per «emergenze» da affrontare, come quella dell’allontanamento dei giovani (Paolo Tomassone ha intervistato Lorenzo Voltolin su un’iniziativa della Facoltà teologia del Triveneto) o del calo dei preti e della crisi che spesso patiscono: interessante a questo proposito l’infografica di Lorenzo Tamberi su quanto negli USA stia venendo meno la fiducia tra preti e vescovi, con conseguenze anche sul livello medio di salute dei primi; e pure l’articolo di Mariangela Regoliosi che riepiloga le riflessioni del convegno organizzato dalla rete dei Viandanti sul tema «Un buon pastore. Per un nuovo ministero ordinato», conclusosi con una serie concreta di proposte innovative.

 

L’Europa e i suoi «beni irrinunciabili»

Per quanto riguarda il panorama internazionale, l’Europa in particolare sta assistendo a un «disordine» – scrive il direttore Gianfranco Brunelli –, di cui le guerre in Ucraina e tra Israele e Hamas sono l’emblema più drammatico, frutto anche di una globalizzazione economica esplosa e lasciata a se stessa, senza governo politico. Si aprirebbe un nuovo tempo per l’Europa, se essa saprà coglierlo.

Al momento, la conseguenza più immediata di questo disordine è che i «beni irrinunciabili» del diritto e della democrazia, di cui le radici dell’Europa sono intrise, chiedono oggi un rinnovato sostegno e difesa che non è dato per scontato, come analizza nello «Studio del Mese» Giovanni Bazoli; si tratta della rielaborazione della lezione pronunciata lo scorso 20 novembre a New York, presso la Casa italiana Zerilli Marimò della New York University.

Buona lettura e buone feste!

Maria Elisabetta Gandolfi

Maria Elisabetta Gandolfi

Caporedattrice Attualità per “Il Regno”

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