Sinodo – Benedizioni: le domande che si pongono

In qualche modo con il Sinodo c’entra sempre la Germania.

Sulle prime perché sembrava che la tempistica tra Cammino sinodale tedesco e Sinodo 2021-2024 rischiasse di porre di fronte alla Chiesa universale decisioni già prese da una locale. L’ultima puntata ufficiale di questa tensione è stata in novembre (cf. Re-blog, 25.11.2023, https://re-blog.it/2023/11/25/germania-sinodo-troppo-troppo-presto/ ), attorno all’implementazione di un organismo – il Consiglio sinodale – in cui è prevista la partecipazione anche al momento decisionale di laici e non solo di vescovi. E per di più una lettera del cardinale segretario di stato Pietro Parolin metteva sul piatto anche due temi su cui si dichiarava un non luogo a procedere: l’ordinazione delle donne e gli atti omosessuali.

Non tutti erano rimasti contenti. In un’intervista, uscita l’1 dicembre su kath.ch, aveva espresso con nettezza il suo disappunto mons. Erwin Kräutler – vescovo emerito di Xingu – sull’intero processo sinodale: «Non ne verrà fuori molto. Il problema è che tutte le questioni legate alla riforma non vengono discusse».

 

Il cronoprogramma di qui a ottobre

Il 12 dicembre la Segreteria generale del Sinodo ha pubblicato il cronoprogramma che guarda da qui fino alla prossima II sessione dell’Assemblea (ottobre 2024). Il testo della lettera (cf. Re-blog,18.12.2023 e Regno-doc. 1,2024,17) tentava di riportare l’accento sul «metodo», fornendo in particolare una chiave di discussione per rileggere il Documento conclusivo della I sessione dell’Assemblea, ovvero un interrogativo: «COME essere Chiesa sinodale in missione?».

E a rafforzare questa linea metodologica è venuto anche l’invito alla partecipazione a un (nuovo) momento formativo on-line https://formaciononline.bc.edu organizzato per il prossimo marzo da parte dei membri latinoamericani della Commissione teologica della Segreteria generale del Sinodo e del Gruppo teologico iberoamericano, con numerosi patrocini di organismi episcopali.

 

Entra in scena la Fiducia supplicans

Poi la scena è stata offuscata (il 18 dicembre) dalla dichiarazione del Dicastero per la dottrina della fede Fiducia supplicans sul senso pastorale delle benedizioni. In specifico quelle alle persone/coppie omosessuali.

E le reazioni sono state, come sappiamo, varie e vivaci.

Senza entrare qui nel merito del testo (cf. Regno-doc. 1,2024,8) e dell’atipico (quanto a genere letterario) comunicato stampa pubblicato il 4 gennaio come lunga nota esplicativa alla già lunga dichiarazione, si può osservare che Fiducia supplicans ha di fatto preso di petto un’argomento «molto sensibile, ci vorranno ulteriori approfondimenti» – come ha ammesso il card. Parolin –, togliendolo ex autoritate alla possibile discussione del Sinodo, ovvero alla ricerca di un punto di mediazione.

 

In Germania e in Africa

Se si voleva – tra le altre cose – sottrarre alla Germania, come sembrava nelle intenzioni del prefetto del Dicastero card. Manuel Fernandez (cf. l’intervista del 3 gennaio), la possibilità di una scelta pastorale in proprio (in realtà altre conferenze episcopali avevano espresso una linea pastorale proprio su questo tema, come scrive Daniela Sala), ora la pluralizzazione delle posizioni è stata anche accelerata.

Emblematica è a questo proposito la posizione dell’episcopato africano, che sul «no» alle benedizioni alle persone/coppie omosessuali ha ritrovato una voce unitaria tramite il card. Fridolin Ambongo, arcivescovo di Kinshasa e membro del Consiglio dei cardinali. Afferma il testo a sua firma: i vescovi africani «ritengono che le benedizioni extraliturgiche proposte nella dichiarazione Fiducia supplicans non possano essere attuate in Africa senza esporsi a scandali».

Per questo «le conferenze episcopali [dell’Africa] generalmente preferiscono – restando ogni vescovo libero nella sua diocesi – non impartire benedizioni alle coppie dello stesso sesso. Questa decisione nasce dalla preoccupazione per la potenziale confusione e scandalo all’interno della comunità ecclesiale».

 

Se ne (ri)parlerà alla II sessione? 

E se anche in questi ultimi giorni si sono registrate altre schermaglie tra Roma (nella persona del card. Walter Kasper) e il vicepresidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (Thomas Söding), ancora legate alla vexata quaestio del «Consiglio sinodale», esse sono state decisamente offuscate dal tema benedizioni.

Se ne (ri)parlerà dunque anche alla II sessione dell’Assemblea, in ottobre? Solo delle benedizioni o anche della questione più ampia dell’omosessualità?

Sono domande che sarebbe bene entrassero nel prossimo documento di lavoro.

Maria Elisabetta Gandolfi

Maria Elisabetta Gandolfi

Caporedattrice Attualità per “il regno”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Share via
Copy link
Powered by Social Snap