Mentre scende lentamente il sipario sull’edizione 2024 del Festival di Sanremo si può già stare certi che il monologo di Giovanni Allevi, tornato in pubblico nella serata d’apertura di martedì 6 febbraio dopo un’assenza di due anni causata dalla scoperta di «una neoplasia dal suono dolce: mieloma, ma non per questo meno insidiosa», rimarrà nella memoria di tanti. Luigi Accattoli, sul proprio blog, gli ha dedicato questo post. (G. Mc.)

Allevi a Sanremo

Giovanni Allevi a Sanremo l’altro ieri ha parlato della sua malattia, di quanto con essa «ha perso» e degli «inaspettati doni» che gliene sono venuti. Nei commenti metto il link al testo integrale e la parte finale del monologo, dove il maestro accenna alla speranza che qualcosa di noi «permarrà in eterno» e ci segnala il suo modo di suonare «con tutta l’anima» quando il corpo più non ci basta. Lui dice «suonare», noi possiamo dire «vivere».

 

«Qualcosa di me permarrà in eterno»

«Quando tutto crolla e resta in piedi solo l’essenziale», ha detto Allevi, «il giudizio che riceviamo dall’esterno non conta più. Io sono quel che sono, noi siamo quel che siamo. E come intuisce Kant alla fine della Critica della ragion pratica, il cielo stellato può continuare a volteggiare nelle sue orbite perfette, io posso essere immerso in una condizione di continuo mutamento, eppure sento che in me c’è qualcosa che permane! Ed è ragionevole pensare che permarrà in eterno. Io sono quel che sono. Voglio andare fino in fondo con questo pensiero. Se le cose stanno davvero così, cosa mai sarà un giudizio dall’esterno? Voglio accettare il nuovo Giovanni. Come dissi in quell’ultimo concerto a Vienna, non potendo più contare sul mio corpo, suonerò con tutta l’anima. Il brano [quello che Allevi sta per eseguire sul palco di Sanremo] si intitola Tomorrow, perché domani, per tutti noi, ci sia sempre ad attenderci un giorno più bello!» (il testo integrale qui).

 

Mia nota sul suonare con tutta l’anima

«Non potendo più contare sul mio corpo, suonerò con tutta l’anima», ha detto Giovanni a Sanremo. Commento queste parole con quelle di Gesù che abbiamo letto nell’ultimo appuntamento di Pizza e Vangelo: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza» (Marco 12,30). L’anima che soccorre il corpo, l’anima che va oltre il corpo e l’attende. E torniamo completi in Dio. «Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena» (Giovanni 15,11).

Luigi Accattoli

Vaticanista

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