Don Giovanni Nicolini: le radici del suo ministero

«Giovanni è tornato al Padre». Con questo titolo il sito delle «sue» Famiglie della visitazione (vedi sotto) ha dato la notizia della morte di don Giovanni Nicolini, avvenuta a Bologna ieri, 26 febbraio 2024, poco dopo mezzogiorno. Era ricoverato da poco alla casa di cura Toniolo per una frattura del femore e successivo intervento. Avrebbe compiuto 84 anni il 20 marzo prossimo. Domani, 28 febbraio, nella cattedrale di San Pietro, alle 15.30 l’arcivescovo card. Zuppi presiederà la messa esequiale.

 

Presbitero

I numerosi articoli subito comparsi sui media locali e nazionali, «laici» ed ecclesiali, enfatizzano quasi esclusivamente, sin dai titoli, la dimensione sociale del suo ministero presbiterale, quella della prossimità ai piccoli e ai poveri, che la Chiesa di Bologna ha anche istituzionalizzato attraverso gli incarichi affidatigli, e per la quale anche il mondo della politica lo conosceva e lo riconosceva.

 

Monaco

Ma si fa torto a don Giovanni Nicolini se non si sottolinea che le radici spirituali di un tale ministero affondavano nella Scrittura letta, meditata e pregata all’interno della comunità monastica delle Famiglie della visitazione, che egli aveva di fatto fondato a metà degli anni Settanta (poi riconosciuta nel 2003 come associazione di fedeli) prendendo a modello la dossettiana Piccola famiglia dell’Annunziata. Ne fanno parte sorelle, fratelli (tre dei quali sono anche presbiteri) e coppie di sposi, che ora semplicemente dicono: «Grazie al Signore per aver messo Giovanni nella nostra vita».

Mocellin

Guido Mocellin

Giornalista

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