Le parole di papa Francesco sulla necessità per l’Ucraina di avere il «coraggio della bandiera bianca e negoziare» (cf. anche, qui su Re-blog, PapaNewsLink del 9-10 marzo) hanno suscitato molte reazioni contrarie in Ucraina.

Accanto agli esponenti politici si sono espressi anche quelli religiosi.

L’11 marzo il Consiglio panucraino delle Chiese e delle organizzazioni religiose dichiara: «Noi, membri del Consiglio panucraino delle Chiese e delle organizzazioni religiose, i cui fedeli, schierati oggi sul fronte, difendono la libertà e persino la vita stessa, lottando per la dignità umana e per il futuro di un mondo libero sia sul fronte che nelle retrovie, dichiariamo categoricamente che nessuno, né ora né mai, costringerà il nostro popolo alla capitolazione».

La legge del più forte vs. il potere della legge

Infatti secondo i leader religiosi ucraini «arrendersi alla misericordia di questo nemico, non riguarda la pace. Riguarda, invece, la vittoria della schiavitù sulla libertà, delle tenebre sulla luce, della superiorità della legge del più forte sul potere della legge. Nel corso dei secoli passati, tutto questo più volte lo abbiamo amaramente sperimentato. Capitolare di fronte al male trionfante equivale al crollo dell’idea universale di giustizia e al tradimento dei principi fondamentali impartiti a noi nelle grandi tradizioni spirituali».

Lo stesso giorno è stata diffusa una dichiarazione del Sinodo della Chiesa greco-cattolica ucraina, il cui capo, il card. Sviatoslav Shevchuk, pochi mesi fa aveva concesso una lunga intervista per spiegare ai suoi connazionali la posizione di papa Francesco sulla guerra, a volte accusata di non condannare abbastanza decisamente l’aggressione russa.

Per una pace stabile e giusta

«Gli ucraini – afferma la dichiarazione – non possono smettere di difendersi perché la capitolazione significherebbe la loro morte. Le intenzioni di Putin e della Russia sono chiare ed evidenti. Non solo lui, bensì il 70% della popolazione russa sostiene la guerra genocida, compresi il patriarca Cirillo e la leadership della Chiesa ortodossa russa».

E quindi, «indipendentemente dalle proposte sul bisogno dei negoziati, avanzate da parte dei rappresentanti di vari stati compreso il santo padre, gli ucraini continueranno a difendere la libertà e la dignità nella lotta per una pace stabile e giusta per il loro paese e per il mondo. Gli ucraini credono nella libertà e nella dignità umana donata da Dio. Loro credono nella verità, la verità di Dio, e sono convinti che la verità di Dio vincerà».

 

Le degenerazioni dell’ideologia del «mondo russo»

Pochi giorni prima che fossero diffuse le parole di papa Francesco alla Radio Televisione Svizzera (RSI), lo stesso Sinodo dei vescovi greco-cattolici ucraini aveva pubblicato un lungo messaggio, intitolato «Liberate l’oppresso dalle mani dell’oppressore», nel secondo anniversario dell’invasione russa su larga scala in Ucraina (24 febbraio 2022).

Nel testo, pubblicato sull’ultimo numero 5 de Il Regno – documenti (marzo 2024), l’ideologia del «mondo russo» che ha motivato l’aggressione subita dall’Ucraina viene descritta come una degenerazione del pensiero cristiano. Viene difesa la posizione vaticana nei termini di una neutralità di natura diplomatica, non di tipo morale, che può avere un ruolo per porre fine a un conflitto che rischia di essere dimenticato.

 

Legittima difesa

Rifacendosi alla riflessione della Chiesa sulla pace i vescovi ucraini nel documento sottolineano che esiste la possibilità della resistenza non violenta, ma anche che oggi in Ucraina è ancora necessaria la legittima difesa.

Se l’umanità contemporanea –affermano – «non svilupperà e non promuoverà la giustizia sociale basata sui principi fondamentali della dignità umana, della santità e dell’integrità della vita umana, del bene comune e della solidarietà, allora ci troveremo in società in cui il concetto di diritto viene sostituito dal concetto di interessi di individui o gruppi criminali, il diritto del più forte prevale sulla sovranità del diritto, la legge non è uguale per tutti e i principi del diritto internazionale e l’integrità della sovranità statale sono vittime degli interessi geopolitici ed economici dei centri del potere».

Sala

Daniela Sala

Caporedattrice Documenti per “Il Regno”

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