• Nel giorno in cui ricorrono 11 anni dall’elezione al pontificato, papa Francesco vive in pubblico una giornata «normale». In piazza san Pietro tiene l’Udienza generale, nel corso della quale, dicendosi e mostrandosi ancora «un po’ raffreddato», si fa assistere da mons. Pierluigi Giroli la catechesi. Undicesima del ciclo «I vizi e le virtù», avvia, con il tema de «L’agire virtuoso», la trattazione del «quadro simmetrico, che sta in opposizione all’esperienza del male».

• Anche i saluti ai pellegrini nelle varie lingue sono pronunciati, in italiano, da mons. Giroli, per poi essere tradotti, come è consuetudine, dai vari speaker. Solo per i saluti finali papa Francesco prende personalmente la parola. Nel suo consueto, accorato appello contro la guerra, per la prima volta da oltre due anni non cita direttamente nessuno dei paesi in cui attualmente si sta combattendo: «E, per favore, perseveriamo nella fervida preghiera per quanti soffrono le terribili conseguenze della guerra. Oggi mi hanno portato un rosario e un Vangelo di un giovane soldato morto al fronte: lui pregava con questo. Tanti giovani, tanti giovani vanno a morire! Preghiamo il Signore perché ci dia la grazia di vincere questa pazzia della guerra che sempre è una sconfitta». Da Vatican News tuttavia si apprende che il «giovane soldato morto al fronte» che egli cita si chiamava Olexandre, aveva 23 anni, era di Bakhmut (Ucraina) ed è morto ad Avdika.

Mocellin

Guido Mocellin

Giornalista

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