Individuati 10 «gruppi di studio» sui temi più sensibili che lavoreranno oltre il Sinodo 2024 e 5 «gruppi di lavoro» che mirano al come (concreto) vivere la sinodalità, tema della prossima II sessione di ottobre.

Nuovi documenti

Venerdì 15 marzo scorso la Segreteria generale del Sinodo dei vescovi ha presentato in conferenza stampa due nuovi documenti che, assieme a una lettera del papa al card. Mario Grech, segretario generale, sono un ulteriore passo verso la definizione dell’oggetto della II sessione della XVI Assemblea generale, che si terrà in ottobre.

 

Dove siamo? Facciamo un passo indietro

Per capire il senso dei due testi facciamo un passo indietro. Nell’ottobre 2023 si è tenuta la I sessione della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi dedicata a «Per una Chiesa sinodale. Comunione, partecipazione, missione», preparata (chi più chi meno) da una fase «d’ascolto» nelle Chiese locali, regionali e continentali.

Frutto dell’Assemblea è stata la Relazione di sintesi (RdS; cf. Regno-doc. 21,2023,641), il documento che ha riportato i temi su cui si è riflettuto e le «questioni da affrontare», gli uni e le altre votati dai «padri» e dalle «madri» sinodali.

In dicembre, il 12 per l’esattezza, la Segreteria generale ha pubblicato un documento adottato al termine dell’incontro del Consiglio ordinario del Sinodo dei vescovi. Si tratta di una lettera, inviata a tutti i vescovi del mondo, che contiene le linee guida per il prosieguo del processo della XVI Assemblea che si terrà in ottobre 2024 (cf. Regno-doc. 1,2024,17; Re-blog. 18.12.2023).

 

Il doppio binario

Verso ottobre 2024 – come ormai viene citato il testo – spiega che nei mesi che ci separano dalla II sessione il percorso proseguirà su due binari.

Il primo. A livello locale le Chiese e i vescovi sono chiamati a riflettere su «come» crescere come Chiesa sinodale. E non tanto ad affrontare «questo o quel tema» – ribadisce papa Francesco nell’approvazione di queste linee guida – ma nella «modalità» in cui si compie la riflessione a partire dalla Relazione di sintesi.

Il secondo. Vengono però avocate alla Santa Sede alcune «tematiche di grande rilevanza» emerse nella I sessione che «richiedono di essere trattate a livello della Chiesa interna e in collaborazione con i dicasteri della curia romana».

 

Un chirografo del papa

Il doppio binario, quindi, nasce qui – fatto passato quasi in sordina nella comunicazione ecclesiastica –, con le linee guida di dicembre che, tra l’altro, sembrano riguardare molto da vicino il procedere del Cammino sinodale tedesco, togliendo a esso e comunque alla discussione sinodale alcuni temi ritenuti sensibili. Inoltre il 12 dicembre vede la luce la dichiarazione Fiducia supplicans che, come abbiamo visto, spariglia ulteriormente le carte (cf. Regno-att. 2,2024,7; Re-blog.it, 14.1.2024).

Il 17 febbraio viene poi annunciata la nomina di 6 nuovi consultori per la Segreteria del Sinodo, è reso noto il calendario della sessione di ottobre e soprattutto viene pubblicato un chirografo del papa (cf. Re-blog. 21.2.2024) nel quale prende forma la questione di «gruppi di studio che avviino, con metodo sinodale, l’approfondimento di alcuni tra i temi emersi nella I Sessione della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi. Questi gruppi di studio siano costituiti – chiede il papa – di comune accordo tra i dicasteri della curia romana competenti e la Segreteria generale del Sinodo, a cui è affidato il coordinamento».

 

Sul lungo periodo: 10 «gruppi di studio»

Questi «gruppi di studio», di cui si parla per la prima volta a dicembre e che vengono citati a febbraio, prendono corpo nella conferenza stampa di marzo, nella quale vengono presentati due documenti della Segreteria per il Sinodo e una lettera del papa al card. Grech. Il primo testo s’intitola Come essere Chiesa in missione? Cinque prospettive da approfondire teologicamente in vista della II sessione della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi; il secondo Gruppi di studio su questioni emerse nella I sessione della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi da approfondire in collaborazione con i dicasteri della curia romana.

In effetti si rimane un po’ spiazzati a una prima lettura dei testi, i quali necessitano di un inquadramento previo: cosa che ha tentato di dare la suddetta conferenza stampa. 

 

Le materie da trattare

In sostanza i 10 «gruppi di studio», che tratteranno, dice il papa, «molteplici e importanti questioni teologiche, tutte in varia misura connesse al rinnovamento sinodale della Chiesa e non prive di ripercussioni giuridiche e pastorali», riceveranno un incarico dalla Segreteria per il Sinodo e, in accordo con i dicasteri competenti, a seconda delle materie nomineranno «pastori ed esperti di tutti i continenti».

Essi forniranno un primo resoconto alla II Sessione sinodale di ottobre ma lavoreranno fino a giugno 2025. E si occuperanno di:

1. Alcuni aspetti delle relazioni tra Chiese orientali cattoliche e Chiesa latina (RdS 6).

2. L’ascolto del grido dei poveri (RdS 4 e 16).

3. La missione nell’ambiente digitale (RdS 17).

4. La revisione della Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis in prospettiva sinodale missionaria (RdS 11).

5. Alcune questioni teologiche e canonistiche intorno a specifiche forme ministeriali (RdS 8 e 9).

6. La revisione, in prospettiva sinodale e missionaria, dei documenti che disciplinano le relazioni fra vescovi, vita consacrata, aggregazioni ecclesiali (RdS 10).

7. Alcuni aspetti della figura e del ministero del vescovo (in particolare: criteri di selezione dei candidati all’episcopato, funzione giudiziale del vescovo, natura e svolgimento delle visite ad limina apostolorum) in prospettiva sinodale missionaria (RdS 12 e 13).

8. Il ruolo dei rappresentanti pontifici in prospettiva sinodale missionaria (RdS 13).

9. Criteri teologici e metodologie sinodali per un discernimento condiviso di questioni dottrinali, pastorali ed etiche controverse (RdS 15).

10. La recezione dei frutti del cammino ecumenico nelle prassi ecclesiali (RdS 7).

 

Chi coordina il lavoro

E il testo Gruppi di studio su questioni emerse… ne inquadra il lavoro, specifica per ogni tema quali dicasteri di curia saranno coinvolti e afferma che nel lavoro di coordinamento dei gruppi la Segreteria sinodale sarà affiancata dalla Commissione teologica internazionale, dalla Pontificia commissione biblica e da «una commissione canonistica istituita a servizio del Sinodo d’intesa con il Dicastero per i testi legislativi», che oggi impariamo essere sorta già dall’ottobre 2023 e presieduta dal canonista Filippo Iannone.

Peraltro il testo prevede anche l’esistenza di un «Forum permanente» per «approfondire gli aspetti teologici, giuridici, pastorali, comunicativi della sinodalità della Chiesa», del cui stato dei lavori verrà riferito «durante la II sessione dell’Assemblea sinodale».

 

Sul breve periodo: 5 «gruppi di lavoro» 

Sempre il testo Gruppi di studio su questioni emerse…, riprendendo le linee guida di dicembre, specifica che il tema di ottobre 2024 sarà «Come essere Chiesa sinodale in missione», e che si dovranno individuare «forme concrete dell’impegno missionario a cui siamo chiamati, nel dinamismo tra unità e diversità proprio di una Chiesa sinodale». Così s’introduce l’altro testo, che prende il titolo dal tema e specifica «cinque prospettive da approfondire teologicamente» con altrettanti gruppi ma, in questo caso, definiti «di lavoro».

Quest’altro testo afferma che il loro procedere, assieme alla nuova consultazione nelle Chiese locali, e a quello che emergerà dall’incontro internazionale «I parroci per il Sinodo» che si terrà a Sacrofano (Roma) tra il 29 aprile e il 2 maggio, confluirà – arrivando rigorosamente entro il 15 maggio 2024 – nella base per la redazione del nuovo Instrumentum laboris.

 

Su 3 luoghi, 2 assi e 4 principi

Con una tempistica così ravvicinata dovranno fare i conti i 5 gruppi che sono focalizzati su 3 livelli («Il volto sinodale missionario nella Chiesa locale», «Il volto sinodale missionario dei raggruppamenti di Chiese», «Il volto sinodale missionario della Chiesa universale») e 2 assi («Il metodo sinodale» – che comprende il rapporto tra decision making  e decision taking – e «Il luogo della Chiesa sinodale in missione» – che riguarda il tema del rapporto tra le diverse appartenenze culturali all’interno dell’unica Chiesa), e la cui riflessione dovrà seguire 4 principi: l’evangelizzazione «come centro propulsivo e ragion d’essere della Chiesa»; la partecipazione di tutti i battezzati; l’articolazione tra locale e universale; il carattere «squisitamente spirituale del processo sinodale».

 

Ripetizioni e sovrapposizioni inevitabili

Di fronte a questa enorme mole di lavoro, ben rappresentata dall’infografica qui sopra, verrebbe da osservare che molti temi si ripetono o anche si sovrappongono. Ma il testo Gruppi di studio su questioni… così risponde al n. 4: «Non è possibile tracciare una netta linea di demarcazione tra le materie oggetto del lavoro della II Sessione e quelle comprese» nel lavoro dei 10 “gruppi di studio”, perché «numerosi sono i punti di contatto, le interconnessioni, le sovrapposizioni. La suddivisione risponde soprattutto a criteri di praticità operativa. Sarà quindi fondamentale che i lavori lungo i diversi assi procedano in modo coordinato e in ascolto dei risultati via via raggiunti nei diversi ambiti».

Alla Segreteria, quindi, al Forum permanente e a tutti i membri consultori spetta davvero un notevole sforzo di sintesi.

 

Postscritto

Ai giornalisti, forse un po’ perplessi, che hanno assistito alla conferenza stampa e che provavano a capire la direzione che il processo sinodale sta prendendo è stato anche detto che alcuni temi non erano stati sollevati dal popolo di Dio e che quindi a buon diritto non sarebbe stati affrontati a ottobre; uno per tutti, la questione del celibato obbligatorio per i chierici.

A dire il vero, spulciando anche solo superficialmente qualche numero del Regno-documenti, richieste di riforma del celibato si trovano nella sintesi spagnola della fase diocesana del Sinodo sulla sinodalità (Regno-doc. 13,2022,425); in quella francese (Regno-doc. 13,2022,416); in quella austriaca (Regno-doc. 19,2022,611)…

E compare persino tra le «Questioni da affrontare» della Relazione di sintesi (n. 11 § f; Regno-doc. 21,2023,641).

Maria Elisabetta Gandolfi

Maria Elisabetta Gandolfi

Caporedattrice Attualità per “Il Regno”

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