La scuola e il Ramadan: i parroci solidali

«La decisione del Consiglio di istituto è nata da una seria e attenta capacità di leggere il tessuto sociale della nostra città che, come sappiamo, ha una percentuale di presenza di popolazione musulmana molto alta». È pubblicata sul sito della Chiesa di Milano la dichiarazione dei tre parroci di Pioltello, don Andrea Andreis, don Giacomo Roncari, don Marco Taglioretti (che si firmano semplicemente con il nome di battesimo) in merito alle polemiche per la «decisione dell’Istituto comprensivo Iqbal Masih di sospendere le lezioni il giorno 10 aprile per permettere agli studenti di fede islamica di vivere con le loro famiglie il momento di preghiera al termine del Ramadan». Il testo, solidale con la scelta compiuta dall’Istituto, è stato letto a tutte le messe, festive e prefestive, celebrate a Pioltello – un comune dell’hinterland est di Milano, nel territorio della Martesana – domenica 24 marzo. Lo riportiamo qui integralmente. (G. Mc.)

Dibattito inaspettato

Come sappiamo, in questi giorni Pioltello è stata al centro di un ampio e inaspettato dibattito a seguito della decisione dell’Istituto comprensivo Iqbal Masih di sospendere le lezioni il giorno 10 aprile per permettere agli studenti di fede islamica di vivere con le loro famiglie il momento di preghiera al termine del Ramadan.

Come parroci delle parrocchie di Pioltello ci sentiamo di dire quanto segue.

La decisione del Consiglio di Istituto è nata da una seria e attenta capacità di leggere il tessuto sociale della nostra città che, come sappiamo, ha una percentuale di presenza di popolazione musulmana molto alta.

 

Darsi la mano in una realtà complessa

Non accettiamo in alcun modo i toni aspri e violenti con cui in questi giorni si è manifestato il dissenso, trasformando una scelta ponderata in una battaglia politica o ideologica. Che cosa avranno pensato di noi adulti i ragazzi che, quando entrano in classe, vedono solo compagni di classe con cui crescere e amici con cui giocare senza guardare alla nazionalità o alla religione?

La realtà di Pioltello è molto complessa e di certo non servono le chiusure e il disprezzo. Serve invece la capacità di darsi la mano e lavorare insieme.

Anche il responsabile dell’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della diocesi di Milano ha espresso apprezzamento per questa «bella iniziativa di dialogo tra religioni».

 

Una decisione di buon senso

Riteniamo che la decisione, presa in modo collegiale, di chiudere la scuola in occasione della fine del Ramadan sia nata dal buon senso di chi opera ogni giorno in una realtà multietnica con passione e cura per ogni persona e per la sua identità. Per questo esprimiamo piena solidarietà al preside e a tutto il Consiglio di istituto dell’Istituto comprensivo Iqbal Masih.

Siamo sicuri di una cosa: quando le polemiche saranno finite (di solito bastano pochi giorni) a Pioltello resteremo noi, resteranno le persone; uomini, donne e bambini di buona volontà che vogliono vivere insieme, che vogliono una città bella e serena e, anche se costa fatica e non è scontato, ogni giorno si sporcano le mani, costruiscono ponti e inventano iniziative per incontrarsi, accogliersi e aiutarsi.

Don Andrea, don Giacomo e don Marco

Un pensiero riguardo “La scuola e il Ramadan: i parroci solidali

  • 27 Marzo 2024 in 09:57
    Permalink

    Che cosa ha impedito di concedere a chi voleva celebrare la fine del ramadan di fare vacanza e a chi non era interessato di tornare a scuola?

    Risposta

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