Abbiamo chiesto a Luigi Accattoli un breve commento sulla repentina svolta assunta dalla Santa Sede nella gestione del «caso Viganò».
Credo abbiano ritenuta necessaria una chiarificazione canonica a fronte di tre atti di Viganò con nette implicazioni scismatiche: il suo richiamo formale allo scismatico Lefebvre nella denuncia dell’eterodossia conciliare, la sua decisione di farsi riconsacrare vescovo dallo scismatico Williamson [non c’è un riscontro documentale ma è ritenuta certa dagli osservatori], la fondazione del Collegium Traditionis a Viterbo per la formazione di sacerdoti secondo tradizione. Non ci sono più solo l’accusa al papa e il dubbio sulla sua legittimità apostolica, vecchi cavalli di battaglia, ma ci sono tre pietre di un avvio di costruzione scismatica che – si è valutato – era urgente segnalare prima che diventassero quattro.
I riferimenti di cronaca
Aggiungiamo i riferimenti della cronaca recente. Il 20 giugno sull’account X di mons. Carlo Maria Viganò è comparso un decreto del Dicastero per la dottrina della fede, datato 11 giugno e intestato «Processo penale extragiudiziale». È una citazione a presentarsi per «prendere nota delle accuse e delle prove circa il delitto di scisma di cui è stato accusato (affermazioni pubbliche dalle quali risulta una negazione degli elementi necessari per mantenere la comunione con la Chiesa cattolica: negazione della legittimità di papa Francesco, rottura della comunione con lui e rifiuto del concilio Vaticano II)».
«Attendite a falsis prophetis»
Mons. Viganò, ex nunzio negli Stati Uniti, mentre lascia intendere che non si è presentato al Dicastero, accompagna il decreto rinviando a un lungo testo, «Attendite a falsis prophetis», pubblicato sul blog dell’associazione «Exurge Domine» da lui fondata, in cui ricapitola ancora una volta, dopo averla divulgata per anni sui canali digitali, la sua opposizione radicale a papa Francesco, indicato come capofila di una «sistematica distruzione della Chiesa» parallela e sintonica con quella che «altri eversori», da lui accomunati sotto il termine «globalismo», stanno compiendo sulla «società civile».
Un commento del card. Parolin
Riferendo dell’annuncio di mons. Viganò e implicitamente del processo in corso, Vatican News riferisce anche un commento espresso ai giornalisti del segretario di Stato card. Pietro Parolin, a margine di un convegno cui partecipava: «Monsignor Viganò ha assunto alcuni atteggiamenti e alcuni gesti di cui deve rispondere». (G. Mc.)
Luigi Accattoli