• «Colpevole del delitto riservato di scisma»: è la sentenza con la quale si è concluso ieri presso il Dicastero per la dottrina della fede il processo penale extragiudiziale a carico dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, ex nunzio negli Stati Uniti, del quale si era avuta notizia il 20 giugno (leggi Luigi Accattoli qui su Re-blog). Da tempo Viganò diffonde in Italia e nel mondo anglofono, prevalentemente per le vie digitali, «affermazioni pubbliche dalle quali risulta il rifiuto di riconoscere e sottomettersi al sommo pontefice, della comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti e della legittimità e dell’autorità magisteriale del Concilio ecumenico Vaticano II» (così il comunicato stampa della Santa Sede). Pertanto il Dicastero ha dichiarato la sua scomunica «latae sententiae», la cui eventuale rimozione è riservata al papa.

• Sul sito della diocesi di Iasi viene pubblicata la lettera, datata 19 giugno, con la quale papa Francesco risponde ai giovani cattolici della città romena che gli avevano scritto in occasione della Giornata diocesana della gioventù (18 maggio). Buona parte del testo è dedicata all’equilibrio tra «vita virtuale» (quella che passa per l’utilizzo dei social network) e «vita reale», con questa conclusione: «Siate portatori di speranza e costruttori di ponti, utilizzando ogni strumento a vostra disposizione per seminare gentilezza e amore nel mondo».

 

Mocellin

Guido Mocellin

Giornalista

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