Nell’ampio percorso di riforma della Chiesa cattolica avviato da papa Francesco, le cui ramificazioni si dipartono dal corso principale della «sinodalità», emerge un nuovo e promettente capitolo: quello del ruolo del papa.

Da ostacolo all’unità dei cristiani a strumento dell’unità dei cristiani: è il radicale cambiamento che si affaccia all’orizzonte per il ministero del vescovo di Roma, se tutte le Chiese lo metteranno in agenda per una discussione aperta e concreta, come invita a fare un recente documento di studio pubblicato dal dicastero vaticano per l’ecumenismo.

Il 13 giugno infatti è stato pubblicato Il vescovo di Roma. Primato e sinodalità nei dialoghi ecumenici e nelle risposte all’enciclica Ut unum sint, un lungo e articolato testo del Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani (guidato dal cardinale svizzero Kurt Koch), che si propone come «una “raccolta dei frutti” dei recenti dialoghi ecumenici» sulla questione del ruolo del vescovo di Roma per l’unità dei cristiani.

 

Un ruolo di unità

Il tema era stato proposto alla discussione ecumenica da Giovanni Paolo II, che nel 1995 scriveva nell’enciclica Ut unum sint: «Sono convinto di avere a questo riguardo una responsabilità particolare, soprattutto nel constatare l’aspirazione ecumenica della maggior parte delle comunità cristiane e ascoltando la domanda che mi è rivolta di trovare una forma di esercizio del primato che, pur non rinunciando in nessun modo all’essenziale della sua missione, si apra a una situazione nuova» (EV 14/2867).

Papa Francesco aveva raccolto e rilanciato questo spunto nell’Evangelii gaudium (2013), il documento programmatico del suo pontificato, dove affermava: «Dal momento che sono chiamato a vivere quanto chiedo agli altri, devo anche pensare a una conversione del papato. A me spetta, come vescovo di Roma, rimanere aperto ai suggerimenti orientati a un esercizio del mio ministero che lo renda più fedele al significato che Gesù Cristo intese dargli e alle necessità attuali dell’evangelizzazione».

 

La sinodalità è fondamentale

E lo sforzo di Francesco di imprimere alla Chiesa cattolica un modus vivendi sinodale ha favorito molto anche il dinamismo ecumenico e la disponibilità a interpretare collegialmente e sinodalmente il ruolo di vescovo di Roma.

Nei trent’anni intercorsi dalla Ut unum sint poi molte Chiese e organizzazioni ecumeniche hanno contribuito alla discussione su questo tema, e ora nel documento di studio Il vescovo di Roma tutto questo lavoro (qui è possibile farsi un’idea della ricchezza degli scambi) viene riassunto e rielaborato, per dare forma ad alcune proposte sui passi ulteriori possibili per arrivare a un «ministero possa realizzare un servizio di amore riconosciuto dagli uni e dagli altri».

 

Quali sono le proposte?

Le proposte sono raccolte in un breve testo posto a chiusura del documento di studio, intitolato «Verso un esercizio del primato nel XXI secolo». Quali sono concretamente le proposte di Roma? La maggior parte riguardano la Chiesa cattolica, mentre alcune sono rivolte alle altre Chiese.

In primo luogo, riconosce il Dicastero, sembra particolarmente importante una ri-recezione cattolica o commento ufficiale del concilio Vaticano I, rileggendolo alla luce dell’intera Tradizione ecclesiale, degli sviluppi storici e della riflessione teologica successiva, e quindi chiarendo il significato di termini come infallibilità e autorità suprema e universale.

Poi va favorita una chiara separazione tra i diversi ambiti di responsabilità del vescovo di Roma, per cui è richiesto che eserciti il suo ministero episcopale a Roma in modo più visibile, e che chiarisca in che misura, in quanto «patriarca d’Occidente», può trovarsi su un piano di parità con le Chiese ortodosse in alcune situazioni, e in altre esercitare il ruolo di primus inter pares (primo tra pari) tra i vescovi delle Chiese cristiane.

 

Direzione sinodale

Terzo, la Chiesa cattolica deve muoversi ulteriormente nella direzione della sinodalità, cioè della consultazione e del processo decisionale comune, e questo include una riflessione sull’autorità delle conferenze episcopali nazionali e regionali, altro spunto contenuto nell’Evangelii gaudium (n. 32) ma mai sviluppato.

Il testo propone poi la creazione di un nuovo livello consultivo globale con incontri regolari di leader ecclesiali di diverse confessioni, che dovrebbe approfondire la comunione esistente tra loro e renderla più visibile.

Infine alcune proposte che richiedono il consenso tra le Chiese cristiane, come la possibilità per il vescovo di Roma – a partire dal suo ruolo ecumenico – di convocare e presiedere concili interconfessionali, o di assumere il ruolo di mediatore nel caso di conflitti dottrinali o disciplinari, come avveniva nel primo millennio della Chiesa.

 

Come hanno reagito le altre Chiese

Le prime reazioni sono state quelle dell’arcivescovo armeno Khajag Barsamian e dell’arcivescovo anglicano Ian Ernest, nel corso della presentazione ufficiale de Il vescovo di Roma il 13 giugno. Entrambi hanno definito il documento un punto di riferimento obbligato d’ora in poi nelle relazioni ecumeniche.

Il teologo ortodosso Ioan Moga ha espresso apprezzamento per il fatto che non si offrano soluzioni preconfezionate ma piuttosto si svolga un processo di apprendimento, si discutano le prospettive e si delineino le opzioni possibili. Un portavoce della Chiesa evangelica luterana ha affermato che «c’è una generale apertura ecumenica a possibili forme di consultazione tra il vescovo di Roma e i rappresentanti delle Chiese non cattoliche».

 

Che cosa succederà ora?

A questo punto gli occhi sono puntati sul 2025, quando tutte le Chiese cristiane si sono date appuntamento in Turchia (ma non si sa che cosa il Governo turco lascerà fare) per celebrare il 1700° anniversario del primo concilio delle Chiese cristiane: «La preparazione e la commemorazione congiunta del 1700° anniversario del primo concilio ecumenico (Nicea, 325) – dice il documento di studio – potrebbe fornire l’occasione per praticare questa sinodalità tra i cristiani di tutte le tradizioni».

 

Sala

Daniela Sala

Caporedattrice Documenti per “Il Regno”

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