In vista dei «Percorsi di cultura politica» (V anno) che la rivista Il Regno e la Comunità di Camaldoli hanno organizzato presso la Foresteria del monastero casentinese il 7-10 novembre 2024 sul tema «La storia divisa. Post-fascismo e post-comunismo, in Italia e in Europa», presentiamo brevemente, qui e in altri post (quelli già pubblicati si possono leggere qui, qui e qui), gli autori dei contributi. Informazioni e prenotazioni: 0575556013 – foresteria@camaldoli.it – www.camaldoli.it – www.ilregno.it).
Frescura (7 novembre)
La meditazione biblica che il 7 novembre apre, come è consuetudine, il «percorso di cultura politica» di quest’anno, si intitola «“Non di solo pane. Il volto della perfezione, le maschere della violenza» ed è tenuta da Cristina Frescura. Veronese, socia del Coordinamento teologhe italiane, dopo la laurea in Lettere moderne ottiene una formazione monastica nel noviziato della Comunità di Bose, approfondendo in particolare gli studi esegetici. I due percorsi trovano sintesi nel dottorato di ricerca in Comparatistica, svolto in co-tutela tra l’Università di Verona e quella di Strasburgo, con un lavoro dedicato all’analisi narrativa del racconto biblico – in particolare sulle riscritture del Libro di Giobbe. Presso l’Università di Torino ha conseguito il master in Scienze religiose e Mediazione interculturale, con una tesi sull’ironia nella narrativa biblica. All’insegnamento nella Formazione professionale affianca collaborazioni come traduttrice con varie case editrici (Qiqajon, EMI, LEV).
Pombeni (8 novembre)
La seconda sessione, l’8 novembre, vedrà Paolo Pombeni, storico della politica, affrontare il tema de «La “questione comunista” nel dopoguerra. Sinistra e comunismo in Italia». Già professore di Storia dei sistemi politici europei e di Storia dell’ordine internazionale presso la Scuola di Scienze politiche dell’Università di Bologna, dal 2011 al 2016 è stato direttore dell’Istituto storico italo-germanico di Trento e dal 2010 al 2012 dell’Istituto di studi avanzati dell’Università di Bologna. È stato anche direttore del Centro studi progetto europeo, membro della direzione della rivista Ricerche di Storia politica (da lui fondata) e dell’editorial board del Journal of Political Ideologies, direttore dell’edizione critica degli Scritti e discorsi politici di Alcide De Gasperi (2006-2009). Attualmente è direttore della rivista il Mulino e socio dell’omonima Associazione di cultura e politica; direttore del periodico on-line Mente Politica (www.mentepolitica.it); editorialista dei quotidiani Il Messaggero e Il Mattino. Tra le sue pubblicazioni recenti, tutte presso Il Mulino (Bologna), ricordiamo: Storia della Democrazia cristiana. 1943-1993, con G. Formigoni, G. Vecchio (2023); L’apertura. L’Italia e il centrosinistra (1953-1963) (2022); Sinistre. Un secolo di divisioni (2021); Lo stato e la politica. Quanto contano nel mondo globale di oggi (2020); La buona politica (2019); Giuseppe Dossetti. L’avventura politica di un riformatore cristiano (2013).
Tarchi (9 novembre)
«Nuove e vecchie destre in Europa. Tra destre radicali e destre nazional-conservatrici» è il titolo del contributo affidato, nel corso della quarta sessione (9 novembre), a Marco Tarchi, professore emerito di Scienza politica dell’Università di Firenze (dove tuttora insegna comunicazione politica e analisi e teoria politica). È stato visiting professor presso varie università europee e sudamericane. È Ideologo, a partire dal 1978, della corrente di pensiero italiana denominata Nuova destra, che puntava a svecchiare il dibattito politico e culturale nella destra italiana, fu espulso dal Movimento sociale italiano (MSI) nel gennaio del 1981, dopo un articolo di satira nei confronti della classe dirigente del partito ritenuto troppo pesante. Abbandonò progressivamente la militanza politica dedicandosi agli studi e all’insegnamento, nonché alla direzione del mensile Diorama letterario e del quadrimestrale di cultura politica Trasgressioni. Ha coniato l’espressione «esuli in patria» per definire l’esperienza umana e politica dei neofascisti negli anni del dopoguerra. È un profondo studioso del fenomeno del populismo e del neofascismo/postfascismo, sul quale ha pubblicato numerosi articoli scientifici in più lingue. Segnaliamo, tra le sue opere: Le tre età della fiamma. Da Giorgio Almirante a Giorgia Meloni (con A. Carioti), Solferino, Milano 2024; Italia populista. Dal qualunquismo a Beppe Grillo, Il Mulino, Bologna 2018; Contro l’americanismo, Laterza, Roma-Bari 2004; L’Italia populista. Dal qualunquismo ai girotondi, Il Mulino, Bologna 2003; Fascismo. Teorie, interpretazioni, modelli, Laterza, Roma-Bari 2003; Dal MSI ad AN. Organizzazione e strategie, Il Mulino, Bologna 1997; Esuli in patria. I fascisti nell’Italia repubblicana, Guanda, Milano 1995; Cinquant’anni di nostalgia (con A. Carioti), Rizzoli, Milano 1995.
Ellwood (9 novembre)
A David W. Ellwood abbiamo chiesto di intervenire, nel corso della quinta sessione, su «Vecchio e nuovo antiamericanismo. A sinistra e a destra: differenze e convergenze». Già professore associato di Storia delle relazioni internazionali alla Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bologna e presidente (1998-2004) dell’International Association for Media and History, i suoi studi riguardano il ruolo della potenza americana – in tutte le sue forme, soprattutto culturali – nella storia contemporanea europea. Oggi è Senior Adjunct Professor al Johns Hopkins University, SAIS Bologna Center, dove tiene il corso su «Soft Power and the Global Strugle for Influence», e svolge attività di consulenza nel Comitato scientifico dell’IsToReto, Torino, e della rivista Modern Italy. In Italia sono state tradotte le sue opere Una sfida per la modernità. Europa e America nel lungo Novecento, Carocci, Roma 2012; L’Europa ricostruita. Politica ed economia tra Europa e Stati Uniti 1945-55, Il Mulino, Bologna 1995; L’alleato nemico. La politica dell’occupazione anglo-americana in Italia 1943-1946, Feltrinelli, Milano 1977. Ha inoltre curato (con G.P. Brunetta) due edizioni di Hollywood in Europa, Ponte alle Grazie, Milano 1991.