Per l’«anno che verrà» proponiamo ai lettori di questo blog e della nostra rivista Il Regno di aderire al progetto «La Bibbia giorno per giorno». In sintesi: si tratta di leggere, in forma personale ma sapendo di partecipare a un cammino comunitario, un capitolo al giorno della Scrittura, secondo un calendario condiviso che consente, a chi persevera, di completare la lettura integrale in cinque anni.
La proposta è sostenuta dalla Sezione Apostolato biblico dell’arcidiocesi di Milano e va avanti dal 2018. Come spiegava bene mons. Claudio Stercal, direttore del milanese «Centro studi di spiritualità», in un articolo uscito sul numero di dicembre 2020 della Rivista del clero italiano, il senso dell’iniziativa è racchiuso nelle due espressioni «leggere la Bibbia» e «insieme».
Perché farlo, perché in questo modo
«Leggere la Bibbia» perché «tra coloro che hanno abbracciato la fede cristiana o che, invece, hanno trovato argomenti sufficienti per abbandonarla; tra le persone che, a vario titolo, mettono una parte più o meno ampia della loro vita a servizio della Chiesa; tra chi scrive o parla, magari anche a livello professionale, di argomenti religiosi; tra gli uomini e le donne che hanno responsabilità nella nostra società e sui nostri destini», è probabile che non siano molti quelli che l’hanno veramente letta, e che invece farebbero bene a farlo. «Insieme» (seppure «a distanza») perché «è un’espressione concreta, per quanto semplice, di una modalità “ecclesiale” di accostamento alla Scrittura e poi perché costituisce uno dei punti di forza dell’iniziativa: sapere che altri condividono lo stesso percorso di lettura è, per molti, uno degli aiuti più efficaci per portare a termine una “impresa” che prima, da soli, si era rivelata molto difficile. Verrebbe da dire: la forza della comunità».
Due calendari
Gli organizzatori offrono un calendario, anzi due: perché ogni anno viene proposto, tendenzialmente a chi comincia il percorso, il Nuovo Testamento, e, a rotazione, il Pentateuco, i libri profetici, i libri poetici e sapienziali (così accade per il 2025) e i libri storici dell’Antico Testamento. È una «lettura personale», spiega la locandina, «ognuno a casa sua o dove preferirà (meglio se un luogo silenzioso, magari in chiesa, ma va benissimo la camera da letto)». Si comincia il giorno di Natale e si finisce il 10 settembre (per chi percorrerà il Nuovo Testamento) o il 2 novembre (per chi attraverserà i libri poetici e sapienziali dell’Antico Testamento).
Da una email a un diario di viaggio
La dimensione comunitaria – al percorso si aderisce compilando, qui e qui i rispettivi form – è sostenuta da una email settimanale contenente qualche indicazione e brevi spunti per la lettura; dalla disponibilità, da parte di chi coordina e guida il percorso, a rispondere a rispondere a domande personali o a suggerire piste di approfondimento; dall’organizzazione di un incontro conclusivo tra i partecipanti. Dalle 160 adesioni del 2018 si è arrivati nel 2024 a 2.700. Ai «più coraggiosi» viene suggerito di tenere anche «un “diario di viaggio” del proprio percorso di lettura, annotandovi, qualche volta, un pensiero, una domanda, uno spunto».
Vale la pena
«L’intreccio tra esperienza personale e Bibbia è spesso in grado di illuminare un’esistenza e aiuta talvolta a trovare soluzioni nuove e “geniali” per il proprio tempo, importanti non solo per il lettore, ma per tutta la comunità cristiana e per l’intera società», scrive mons. Stercal dopo aver citato l’importanza della lettura della Bibbia nelle esperienze cristiane di Antonio abate, di Francesco d’Assisi e di Teresa di Lisieux. Per questo, conclude Stercal con parole che facciamo nostre, «anche oggi vale la pena favorire una lettura costante attenta e personale della Bibbia. Farlo “insieme” sembra renderlo più facile. Nella speranza che ancora oggi, da qui, possano nascere nuove e “geniali” esperienze cristiane, delle quali un po’ tutti avvertiamo un grande bisogno».
