Caro papa, ho fatto un sogno

Nello stile sempre originale che lo contraddistingue, il sacerdote di origine ceca Tomáš Halík scrive alcune lettere a un papa che verrà o, meglio, che è già venuto, ma nei suoi sogni: «Papa Raffaele è emerso dal mio sogno ed è entrato a far parte della mia vita». È questo il contenuto de Il sogno di un nuovo mattino (Vita e pensiero, Milano 2024), che presentiamo nel numero del Regno che conclude il 2024.
Con lui intesse un fervido dialogo in cui – dice – «gli espongo i miei pensieri, le mie speranze e le mie paure, le mie intuizioni e le mie domande; condivido con lui anche le idee delle mie conferenze, dei miei articoli e dei miei libri. Ma mi trovo nella posizione di un discepolo; lui mi insegna, sia con le domande che mi invia in quei momenti preziosi sulla soglia tra il sogno e la veglia, sia con l’ascolto attento che percepisco mentre scrivo. I miei pensieri maturano nel nostro dialogo immaginario. Non ho motivo di gravare sulle poste vaticane».
Con garbo e fine ironia, attrezzi stilistici nutriti dalla teologia e da un profondo amore per la Chiesa, Halík espone e discute una serie molto vasta di temi (sinodalità, annuncio, celibato, sacerdozio alle donne, pedofilia ecc.), avendo come obiettivo da un lato l’interrogativo sul futuro del cristianesimo nel tramonto europeo e dall’altro la riforma della Chiesa iniziata da papa Francesco. «Essa è un cambiamento di stile e di metodo, un nuovo modo di essere Chiesa. È la missione di tutta la futura storia del cristianesimo». Perché «solo da questa trasformazione può nascere il rinnovamento della forma esteriore della Chiesa, delle sue strutture istituzionali».

 

Dal nostro scaffale

Piero Stefani presenta il libro di Francesca Cosi e Alessandra Repossi, Oskar Schindler. Vita del nazista che salvò gli ebrei (Terra Santa Edizioni, Milano 2024, nato a partire dal 50o della scomparsa di colui che, proprio a partire dal suo provenire da quegli ambienti, riuscì a corrompere molti nazisti e a salvare tanti ebrei. Basato su numerose fonti documentarie, tra cui i testi della moglie Emilie, il libro precisa meglio tanti dettagli che la grande notorietà del noto film di Spielberg ha messo in secondo piano o ha in parte falsato.

◾ Essere fragili non è una colpa. Anzi, è la principale caratteristica che fa di un uomo un uomo, afferma Luca Miele introducendo il libro del filosofo spagnolo Joan Carles Mèlich, Essere fragili. Riflessioni sulla vulnerabilità (Il Saggiatore, Milano 2024: «Siamo esseri fragili, esseri feriti, esseri che sperimentano i “volti della finitudine”, che incontrano e subiscono la perdita, la sofferenza»; ma allo stesso tempo questa condizione è «generativa» di un’etica della «responsività», fatta di perdono, carezze, vergogna, compassione e consolazione.

◾ Con La Legge del desiderio. Radici bibliche della psicoanalisi (Einaudi, Torino 2024), lo psicanalista Massimo Recalcati completa con una panoramica sui Vangeli il percorso iniziato con La Legge della parola. Radici bibliche della psicoanalisi,, che faceva perno sull’Antico Testamento e pubblicato nel 2022. Il confronto tra testo biblico e psicanalisi, che fa di questo autore un bestseller tra i lettori di area cattolica, viene tenuto qui attorno all’affermazione della piena compatibilità – scrive Fabrizio Casazza – tra Legge e desiderio; anzi «la Legge non può limitarsi a interdire il desiderio perché il vero volto della Legge coincide proprio con quello del desiderio».

◾ In In «Riletture» Mariapia Veladiano rilegge I più non ritornano. Diario di ventotto giorni in una sacca sul fronte russo (inverno 1942-43) (Mursia, Milano 1990) di Eugenio Corti: romanzo, ma non troppo, dal fronte russo. Che è poi il fronte di tutte le guerre: giorni uguali, crudeltà, morti, vivi, obbedienza, valori, solitudine… «Un abisso, per un credente», chiude la scrittrice vicentina, invitando anche a soffermarsi sulle ultime note al termine del libro, in cui Corti articola una sua risposta.

◾ Non sono libri ma si tratta sempre di racconti: sono i due film Goodbye Julia e Non dirmi di chi hai paura, opera di due registi africani di talento, come Mohamed Kordofani e Yasemin Sandereli. Da leggere la trama e la descrizione che fa Arianna Prevedello di questi piccoli capolavori, che altrimenti rischierebbero di rimanere sempre e solo di nicchia.

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