Sabato 25
• Sono «centinaia», scrivono i colleghi presenti, i partecipanti al Giubileo del mondo della comunicazione (24-26 gennaio) radunati in Aula Paolo VI per l’incontro con papa Francesco. Il quale, a sorpresa, consegna il discorso preparato e si limita a poche ma apprezzate parole sul rapporto necessario tra il dire «cose vere» ed essere «veri» nel proprio «interiore». Da segnalare, nel testo non letto, il riferimento ai reporter di guerra e a quelli incarcerati «soltanto per essere stati fedeli alla professione».
• Sull’agenda di papa Francesco oggi ci sono molte altre udienze: incontra il card. Robert Francis Prevost (Dicastero per i vescovi); il card. Kurt Koch (Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani; José Raúl Mulino Quintero (presidente di Panama); Leslie Voltaire (presidente del Consiglio presidenziale di transizione di Haiti) (su Vatican News i dettagli delle udienze con questi due capi di stato); Ian Ernest (Centro anglicano di Roma); Frank H. McCourt (McCourt Global and Founder of Project Liberty); i rettori dei seminari maggiori di Francia, ai quali rinnova la raccomandazione a mettere in guardia i futuri preti da carrierismo e mondanità.
• Oggi la Chiesa fa memoria della conversione di san Paolo: data che conclude la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani e che vede abitualmente il papa presiedere i secondi vespri nella basilica di San Paolo fuori le Mura. Nel corso dell’omelia Francesco fa un’affermazione importante in chiave ecumenica, che i media generalisti sottolineano, a proposito della data della Pasqua: «Provvidenzialmente, quest’anno, la Pasqua sarà celebrata nello stesso giorno nei calendari gregoriano e giuliano (…) Rinnovo il mio appello affinché questa coincidenza serva da richiamo a tutti i cristiani a compiere un passo decisivo verso l’unità, intorno a una data comune, una data per la Pasqua (…) e la Chiesa Cattolica è disposta ad accettare la data che tutti vogliono fare: una data dell’unità».
Domenica 26
• Dal 2020 la III domenica del tempo ordinario è, per volontà di papa Francesco, la «Domenica della Parola di Dio». Il papa presiede la messa in San Pietro, pronuncia l’omelia e conferisce il lettorato a 40 laici provenienti da vari paesi del mondo. Tra essi (nel video dal minuto 48) si contano 23 donne e 17 uomini, a ciascuno dei quali Francesco, dopo l’istituzione, consegna una Bibbia.
• Poco dopo le 12, come di consueto, papa Francesco si affaccia su piazza San Pietro per pregare l’Angelus. La parte del suo discorso che segue la riflessione sul Vangelo odierno (Lc 1,1-4; 4,14-21) e la preghiera vera e propria è particolarmente ricca. Il papa parla con preoccupazione del «conflitto in corso in Sudan» e degli «scontri tra gruppi armati» in Colombia; ricordando che domani è la Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto ammonisce a non dimenticare né negare «l’orrore dello sterminio di milioni di persone ebree e di altre fedi» avvenuto negli della Seconda guerra mondiale e fa appello «affinché tutti collaborino a debellare la piaga dell’antisemitismo»; infine saluta i ragazzi e ragazze romani della «Carovana della pace», mentre uno di loro lo affianca alla finestra e pronuncia un breve messaggio.
Guido Mocellin
Giornalista
