«Si torna a parlare di “centro”. Se ne parla per lo più come di un’area dello spazio politico popolata da elettori cattolici in cerca in quanto cattolici di una migliore rappresentanza politica, fuori dalle e dentro alle coalizioni esistenti».
Chi scrive è il sociologo e politologo Paolo Segatti sull’ultimo numero del Regno (il n. 2 del 2025), a proposito di una «rinnovata presenza (…) nella vita politica del paese e dell’Europa» che anche la CEI vede con favore.
Ma il centro a cui questi cattolici sembrano guardare esiste ancora e in che forma?
Cattolici al centro, un nesso immaginario
Se infatti ai tempi della Democrazia cristiana «la probabilità che un elettore che si recava ogni domenica a messa si collocasse al centro della scala sinistra-destra era indubbiamente elevata», ora non è più così. Al centro non ci sono più cattolici di quanto ci siano gli italiani. E, per essere precisi, essi si comportano, politicamente parlando, come gli italiani nel loro insieme, con uno «spostamento a destra dei praticanti settimanali».
«Insomma – afferma Segatti –, il nesso di cui si torna spesso a parlare tra collocarsi al centro e manifestare orientamenti cattolici è solo immaginario. I cattolici non si distinguono dagli italiani quanto a orientamenti ideologici. Si sono solo spostati a destra in misura un po’ più grande degli altri».
Il centro non è un’isola ideologica
Inoltre è bene chiarire che cosa s’intenda per «centro», perché oggi esso è «un punto variabile».
Se lo s’intende «come il segmento di opinioni tendenzialmente maggioritarie», esso «non è predeterminato», come molti sondaggi mostrano ad esempio sugli atteggiamenti rispetto agli immigrati o alle unioni tra persone omosessuali.
Inoltre, il «“centro”, inteso come segmento che racchiude potenzialmente la maggioranza di opinioni su un tema, non è omogeneo al suo interno» e non può essere immaginato come «un’isola ideologica» ben definita che faccia pensare a una possibile formazione politica.
La domanda profonda che rimane – conclude Segatti – è se l’attuale leadership politica – in Italia ma in tutto l’Occidente – è pronta a tenere una propria linea prendendosi «il rischio di tener conto delle opinioni delle diverse maggioranze». L’esempio del sostegno alla guerra in Ucraina è emblematico.
Maria Elisabetta Gandolfi
Caporedattrice Attualità per “Il Regno”
