La realtà (e la sua narrazione) si sovrappone alla fiction cinematografica e i due elementi interagiscono.
Mentre papa Francesco è ricoverato all’ospedale Gemelli di Roma per problemi respiratori (cf. Re-blog.it di questa settimana: qui, qui e qui) e in molti immaginano a breve un nuovo pontificato e mentre vi sono decisivi rivolgimenti di politica internazionale, il film Conclave fa incetta di premi e gli attori parlano dell’attualità e di papa Francesco (film presentato nell’ultimo numero del Regno da Arianna Prevedello).
Gli attori e papa Francesco malato
In particolare, agli Screen Actors Guild (SAG) Awards del 23 febbraio gli attori protagonisti del film di Edward Berger che mette in scena un conclave in un contesto, anche ecclesiale, diviso e preoccupato (il riferimento è all’omonimo romanzo del 2016 di Robert Harris) hanno reso omaggio al pontefice malato. «Prima di tutto, vorrei dire che siamo molto preoccupati per il nostro papa Francesco; poi che gli vogliamo molto bene e che gli auguriamo una pronta guarigione», ha dichiarato Isabella Rossellini, alias suor Agnes, candidata inoltre all’Oscar come migliore attrice non protagonista, ricevendo questo premio.
John Lithgow, che nel film è il card. Tremblay, ha poi allargato la prospettiva al contesto internazionale a cui il film fa positivamente riferimento, nonostante sia stato lavorato nel 2024. «Abbiamo girato questo film un anno fa a gennaio; da allora le cose sono cambiate molto profondamente in tutto il mondo quanto a Zeitgeist (spirito del mondo) – penso sia la parola migliore –. Ritengo che il film sia estremamente attuale e molto piacevole sia per la sua narrazione straordinaria» sia perché pone l’attenzione su un particolare organismo che deve «eleggere un leader».
Eleggere un leader
E poi ha aggiunto: «Le elezioni sono diventate un grande e importante argomento del nostro tempo. Le ultime elezioni [USA] e quelle che si sono svolte ieri in Germania sono eventi estremamente importanti in questo momento. Non si può fare a meno di vedere Conclave e non pensare a quello che succede quando diverse tribù litigano per decidere chi è il loro leader. Credo che questo sia uno dei motivi principali per cui la gente presta attenzione a Conclave, oltre al fatto che è semplicemente un bel film. È da tanto che non si vede più una narrazione così su pellicola».
Sono quasi le stesse parole che Mariapia Veladiano ha usato mettendo in parallelo il film di Otto Preminger del 1963 Il cardinale e l’omonimo romanzo del 1950 di Henry Morton Robinson: ancora una volta realtà e finzione s’interpretano vicendevolmente.
Maria Elisabetta Gandolfi
Caporedattrice Attualità per “Il Regno”
