• Al mattino papa Francesco riceve in ospedale la visita del segretario di Stato card. Pietro Parolin e del sostituto Edgar Peña Parra; più tardi si saprà anche che «ha partecipato alla santa messa insieme a quanti in questi giorni di degenza si prendono cura di lui».
• È il terzo Angelus consecutivo che papa Francesco non può pregare affacciato su piazza San Pietro, insieme ai fedeli. Anche questa domenica viene diffuso il testo del discorso che avrebbe pronunciato. In forma breve, contiene sia una riflessione sul Vangelo odierno (Lc 6,39-45), sia alcuni «pensieri» sulla sua condizione di ricoverato, sia sull’attualità internazionale. «Avverto nel cuore la “benedizione” che si nasconde dentro la fragilità» e «ringrazio Dio perché mi dà l’opportunità di condividere nel corpo e nello spirito la condizione di tanti ammalati e sofferenti», dice il papa ringraziando medici e operatori sanitari del Gemelli e anche i fedeli che pregano per lui in tutto il mondo: «In questo momento particolare, mi sento come “portato” e sostenuto da tutto il popolo di Dio». La consueta invocazione per i principali teatri mondiali di conflitto è preceduta da queste incisive parole: «Da qui la guerra appare ancora più assurda».
• Alle 18.30 esce l’aggiornamento ufficiale sulla situazione clinica di papa Francesco: non c’è stata febbre e non c’è stato bisogno di ventilazione meccanica ma solo dell’ossigeno ad alti flussi. Dunque si può affermare che le sue condizioni anche oggi «si sono mantenute stabili». Ma ancora si ribadisce che il «quadro clinico» è complesso, quindi «la prognosi rimane riservata».
Guido Mocellin
Giornalista
