Il presidente Donald Trump, che ha trascorso due anni della sua carriera universitaria in una scuola gesuita, sembra avere una predilezione per l’assunzione di cattolici.
Il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario per la Salute e i Servizi umani Robert F. Kennedy Jr. sono cattolici di nascita, così come il segretario ai Trasporti Sean Duffy. Il segretario all’Istruzione Linda McMahon è una convertita, così come il vicepresidente J.D. Vance.
L’eccezione degna di nota è Elon Musk, battezzato nella Chiesa anglicana del Sudafrica. Gestisce un programma della Casa Bianca chiamato “DOGE”. Se il presidente è stato a Venezia per vedere il Palazzo Ducale, la residenza del doge, forse saprà che il doge veniva eletto dagli oligarchi veneziani, che mantenevano il vero potere dello stato. Bisogna rifletterci.
Niente di cattolico
I telegiornali sono pieni di notizie sconvolgenti sulle azioni di Trump e dei suoi tirapiedi. Sebbene assuma cattolici, non c’è nulla di lontanamente legato all’insegnamento sociale cattolico nelle sue azioni.
Nessuno si oppone all’arresto nonché alla deportazione di criminali. Radunare le persone come bestiame e portarle chissà dove è indegno di questa o di qualsiasi altra amministrazione. Molti dei quasi 12 milioni di immigrati presenti negli Stati Uniti sono venuti a cercare una vita migliore e più sicura. Sono fuggiti da guerre e altre violenze. Troppi fuggono dalla povertà, che gli Stati Uniti non considerano una giustificazione per l’asilo. In ogni caso, l’assenza di documenti non giustifica un trattamento disumano.
Non importa come o perché siano arrivati qui, sono esseri umani. E Trump e la sua squadra cattolica dicono di voler proteggere la vita.
Trump, Musk e Vance: xenofobi
Non importa che Trump incoraggi la fecondazione assistita, che Vance parli di teologia senza senso o che Musk sostenga la purezza razziale. Nell’insieme, il mondo li sente come xenofobi. Odiano le persone provenienti da altri paesi, soprattutto se sono brune o nere, e vogliono che i cittadini statunitensi abbiano più figli. Il giusto tipo di cittadini americani, sia chiaro.
La guerra di Trump contro la «DEI» (diversità, equità e inclusione), ovunque i dollari federali tocchino un programma, non ha né capo né coda. «DEI» significa includere e accogliere le persone più qualificate, non screditare i loro risultati o le loro credenziali a causa di un qualche dato biologico.
Mettendo da parte le argomentazioni sul transgenderismo e sull’omosessualità – molte persone non vogliono che i fondi federali sostengano queste iniziative specifiche – i funzionari DEI si occupano di cose come le rampe per le sedie a rotelle e i fasciatoi nei bagni pubblici, così come il Braille sui pulsanti degli ascensori e i programmi di autobus per disabili. Chiunque abbia un minimo di formazione etica dovrebbe moderare la reazione impulsiva dell’amministrazione a tutto ciò che non è etero, bianco e trumpiano.
Teologia presa da Google
Sull’immigrazione, Vance ha manipolato così pesantemente l’insegnamento cattolico che papa Francesco, nella lettera in cui mette in guardia i vescovi statunitensi da un’eccessiva vicinanza con Trump & Co, ha istruito loro e lui su ciò che il Vangelo insegna sull’«altro». Il papa ha fatto riferimento alla parabola del buon samaritano per spiegare che la teologia cristiana dice di aiutare chi si può quando si può.
In sua difesa, Vance ha suggerito alle persone di cercare su Google «ordo amoris» per comprendere il suo sostegno alla deportazione di massa degli immigrati, come se Google fosse l’interprete migliore di sant’Agostino, san Tommaso d’Aquino e del Vangelo.
Cosa ha studiato Trump dai gesuiti?
Vance e Trump sembrano sicuri di possedere l’etica cristiana, ma non lasciatevi ingannare da tutti i cattolici nel gabinetto governativo o dal latino che proviene dallo Studio Ovale. Le politiche di Trump, che stanno distruggendo i mezzi di sussistenza e le vite delle persone, non possono essere sostenute da nessuno, cattolico o meno.
Per quanto riguarda gli anni trascorsi da Trump alla gesuita Fordham University, nessuno sa quali corsi di etica abbia seguito, se ne ha seguiti. In occasione di un pranzo prenatalizio
per gli ex alunni, la presidente della Fordham ha detto che una volta il suo ufficio ha ricevuto una telefonata in cui si chiedeva di tenere segreto il libretto di Trump. Forse c’è un motivo.
Il presente articolo è uscito sul sito di RNS (Religion News Service) il 21 febbraio 2025 ed è consultabile all’indirizzo bit.ly/41GIhns. Lo abbiamo tradotto e lo pubblichiamo qui con il consenso dell’autrice e dell’editore, che ringraziamo.
Phyllis Zagano
Autrice americana
