«Il sonno della ragione genera mostri», titolo di una notissima opera di Goya, ci ha ispirato questa nuova sezione di Re-blog. Vorremmo, giorno dopo giorno, appuntare qui le voci che, nel radicale sconvolgimento del quadro delle relazioni internazionali e dell’intera geopolitica prodotto dal ritorno al potere di Donald Trump (cf. Gianfranco Brunelli su «Regno-att» 4,2025,65 e qui su Re-blog) danno prova di non volere accettare che sia il caos a determinare il destino dell’Occidente.
Quando De Gasperi disse…
Nell’attuale contesto geopolitico caratterizzato da crescenti tensioni e minacce alla sicurezza del continente europeo, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen rilancia con determinazione l’idea di una difesa comune europea, richiamando le parole di Alcide De Gasperi. Un progetto che affonda le sue radici nella storia dell’integrazione europea ma che oggi, di fronte alle sfide attuali, acquisisce una rinnovata urgenza e rilevanza strategica.
«Non si tratta soltanto di impedire la guerra fra noi, ma anche di formare una comunità di difesa che abbia a suo programma non di attaccare, non di conquistare, ma solo di scoraggiare qualsiasi attacco dall’esterno in odio a questa formazione dell’Europa unita». È la citazione di Alcide De Gasperi con la quale la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha iniziato il suo discorso davanti al Parlamento europeo, oggi a Strasburgo, nel dibattito in plenaria su «l’architettura di difesa dell’Europa» e i risultati del vertice UE straordinario del 6 marzo.
Settant’anni dopo
La citazione è tratta da una dichiarazione che De Gasperi rese alla stampa italiana ed estera il 31 dicembre 1951, dopo aver partecipato a Parigi (27-30 dicembre) a una riunione dei ministri degli esteri di Francia, Germania, Italia e Benelux sulla creazione della Comunità europea di difesa (CED). Oggi la situazione geopolitica internazionale rende di nuovo attuale quel progetto, arrivato fino alla firma di un trattato, ma poi bocciato all’atto della ratifica da parte del Parlamento francese nell’agosto 1954.
«Sono passati 70 anni, ma la nostra generazione – ha osservato von der Leyen – si trova di fronte allo stesso identico compito. Perché la pace nella nostra Unione non può più essere data per scontata. Stiamo affrontando una crisi di sicurezza europea. Ma sappiamo che è nelle crisi che l’Europa è sempre stata costruita», ha continuato la presidente della Commissione, evocando un’altra citazione di una frase celebre di un «padre fondatore dell’Europa», Jean Monnet: «L’Europa sarà forgiata nelle crisi e sarà la somma delle soluzioni adottate per queste crisi».
Difficili scelte ci attendono
«Quindi, questo è il momento della pace attraverso la forza. Questo – ha sottolineato von der Leyen – è il momento di una difesa comune. E al Consiglio europeo ho visto un livello di consenso sulla difesa europea che non è solo senza precedenti, ma era completamente impensabile solo poche settimane fa. C’è una nuova comprensione del fatto che dobbiamo pensare in modo diverso e agire di conseguenza. Abbiamo iniziato a mobilitare le enormi risorse dell’Europa. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, sarà necessario più coraggio. E altre difficili scelte ci attendono». Molte delle nostre illusioni – ha aggiunto la presidente della Commissione – stanno andando in frantumi. «Dopo la fine della Guerra fredda, alcuni credevano che la Russia potesse essere integrata nell’architettura economica e di sicurezza dell’Europa, mentre altri speravano di poter contare indefinitamente sulla piena protezione dell’America. E così, abbiamo abbassato la guardia. Abbiamo tagliato la nostra spesa per la difesa da una media di routine di oltre il 3,5% (del PIL, ndr) a meno della metà. Pensavamo di godere di un “dividendo della pace”. Ma in realtà, stavamo solo gestendo un deficit di sicurezza».
Dalle illusioni al coraggio di fare di più
«Il tempo delle illusioni – ha rilevato von der Leyen – è ormai finito. L’Europa è chiamata a prendersi maggiormente cura della propria difesa. Non in un futuro lontano, ma già oggi. Non con passi graduali, ma con il coraggio che la situazione richiede. Abbiamo bisogno di un’impennata nella difesa europea. E ne abbiamo bisogno ora», ha insistito. «Ne abbiamo bisogno prima di tutto a causa della situazione in Ucraina», per «colmare le lacune nelle forniture militari e fornire all’Ucraina solide garanzie di sicurezza. Ma questa resa dei conti non riguarda solo l’Ucraina. Riguarda tutta l’Europa e la sicurezza del nostro intero continente. Putin – ha ricordato la presidente della Commissione – ha dimostrato più e più volte di essere un vicino ostile. Non ci si può fidare di lui, con lui funziona solo la deterrenza». «Siamo consapevoli del fatto che il complesso militare russo sta superando il nostro in termini di produzione. Se consideriamo la spesa militare in termini reali, il Cremlino – ha avvertito von der Leyen – sta spendendo più di tutta l’Europa messa insieme. E al di là delle capacità di difesa tradizionali, la gamma di minacce alla sicurezza che affrontiamo si sta ampliando di giorno in giorno. Il Parlamento europeo sostiene da anni che l’Europa deve fare di più. E avevate assolutamente ragione».
Paolo Tomassone
Giornalista
