Rileggere la Bibbia attraverso brevi ritratti che delineano alcune categorie inusuali: sono le Sconosciute, i Manchevoli, i Carnefici (volontari o involontari) tratteggiati da Alice Bianchi, giovane teologa e membro del Direttivo del Coordinamento teologhe italiane. Inizialmente scritti per il settimanale diocesano di Brescia, La Voce del popolo, tra il 2023 e il 2025, i testi sono stati rielaborati e pubblicati in altrettanti volumi dalle Paoline.
Un buon motivo per leggere ciascuno di questi libri, tenendo a mente che non hanno il passo dei trattati (con rimandi sintetici alla letteratura scientifica), ma quello dei «bozzetti». Il primo, perché rimanda alle tante e variegate voci femminili della Bibbia: quelle al singolare, quelle che si presentano in coppia o in terzetti e quelle che rimangono tra le righe (come le innumerevoli “donne e bambini” presenti alla moltiplicazione dei pani e dei pesci)».
Il secondo, perché pone al centro il tema dell’imperfezione; a volte fisica, come nel caso dei tanti ciechi, storpi, zoppi protagonisti di tante pagine evangeliche; ma più spesso interiore: infatti, «nella Bibbia, e non raramente anche nella vita, a rendere possibili certe storie è lo scarto tra l’aspettativa e la realtà. L’incompiutezza fa procedere la trama. La zoppìa di alcuni corpi genera risvolti creativi: furbizie, incontri, guarigioni, compensazioni. E così per ogni manchevolezza, che di per sé invoca aiuto e fantasia, affidamento e speranza».
Il terzo, perché parla della presenza del male, subito o provocato, di vittime e di carnefici e anche della zona grigia in cui spesso l’uomo è l’una e l’altra figura contemporaneamente. E poi c’è «Gesù di Nazaret, la vittima sacrificale per eccellenza, intorno alla quale non a caso si raccolgono quasi tutti i carnefici dei Vangeli (alcuni anche per essere perdonati) (…) Lui è l’unico fatto a pezzi che è rimasto tutto intero. E che è tornato “in carne e ossa” (Lc 24,39). Come a dire: anche davanti alle storie più scabrose bisogna affidarsi alla pagina successiva, che c’ è, anche quando non è (ancora) raccontata. La Bibbia è infatti, in maniera non molto diversa dalle nostre esistenze, una storia e un insieme di storie, dove il tempo procede, le persone possono riscattarsi, le comunità si raccolgono, piangono, si ricostruiscono. E, con Gesù Cristo, perfino i morti risorgono.
Dal nostro scaffale
◾ Trad-wives. Tra i nuovi trend che arrivano da Oltreoceano c’è anche quello delle mogli-tradizionaliste laiche e/o religiose (trad-wives). E se dalle nostre parti la cosa può far sorridere, è comunque spia del fatto che i rapporti tra i generi non sono tuttora sereni, neppure in casa cristiana. D’altra parte le librerie casalinghe di una generazione fa portavano immancabilmente uno o più manuali per «brave mogli» e «brave madri» (senza il corrispettivo di mariti e padri). Un retaggio che ha radici antiche, esplorate da Mariapia Veladiano che ha riletto La femme chrétienne dans ses rapports avec le monde, pubblicato a Parigi nel 1954 (e tradotto anche in Italia due anni dopo). Lo scritto è a firma di un reverendo, «dottore in teologia, membro di numerose accademie e società accademiche francesi», Frédéric-Édouard Chassay, e fa parte dell’edificante collana «Biblioteca di una donna cristiana». Insomma, la questione femminile ha radici lunghe e non sempre risolte.
◾ L’invenzione della storia dei papi. L’invenzione della storia dei papi di Stefan Bauer, tradotto in italiano e pubblicato da Nerbini International nel 2024,, analizza la figura di Onofrio Panvinio (1530-1568), storico agostiniano del Rinascimento, noto per il suo approccio innovativo alla storiografia ecclesiastica. Egli applicò metodi umanistici di critica filologica e ampliò l’uso delle fonti includendo l’epigrafia, la numismatica, l’archeologia e l’iconografia. Come scrive Daniele Menozzi, Bauer esplora, sulla base di un’ampia ricerca archivistica, il contesto storico in cui Panvinio operò, segnato dalla Controriforma e dal mecenatismo, mettendo in luce il fatto che la sua produzione fu spesso censurata dalla curia romana per il suo potenziale riformistico.
◾ Gli 80 anni del 25 aprile. Ha compiuto 80 anni il 25 aprile, la «festa della libertà di tutti gli italiani». È il tempo giusto per leggersi il volumetto a firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, La nostra libertà. I discorsi per il 25 aprile (Interlinea, Novara 2025, pp. 112, € 12,00), che raccoglie i suoi interventi puntuali in occasione di questa significativa ricorrenza nazionale. «La Repubblica, la Costituzione, la pace – scrive Gianfranco Astori –, sono figlie di una ribellione, del proposito di un popolo – dei popoli europei – di tornare a essere fedeli ai valori della propria civiltà dopo il prevalere della sopraffazione portata dagli autoritarismi, della violenza, della guerra, del conflitto».
◾ Israele e Palestina. Non bisogna lasciarsi trarre in inganno dal fatto che il volume a firma di G. Sale e D. Neuhaus, Israele e Palestina. Un conflitto senza fine? ((Il Pellegrino, Roma 2024, pp. 432, € 19,00)) sia una raccolta di articoli già usciti su La Civiltà cattolica. Le tre sezioni in cui è articolato – scrive Piero Stefani – sono fondamentali per comprendere quel punto interrogativo del titolo, che purtroppo oggi drammaticamente permane: la sezione di tipo storico (dall’Impero ottomano ad Hamas, allo statuto di Gerusalemme); quella sull’oggi, dopo la tragica cesura del 7 ottobre 2023, e quella dedicata al rapporto tra Santa Sede, Stato d’Israele e Stato palestinese.
