Giovedì 26
• Tre udienze al mattino e due al pomeriggio nell’agenda odierna di Leone XIV. La prima riguarda i vescovi religiosi della congregazione redentorista e di quella scalabriniana, che si trovano a Roma nell’ambito delle celebrazioni giubilari. Nelle parole del papa la gratitudine per il servizio reso alla Chiesa universale attraverso questi loro membri e il rispettivo carisma.
• L’incontro con la plenaria della Riunione delle opere per l’aiuto alle Chiese orientali (ROACO) è l’occasione per Leone XIV di esprimersi con rinnovata fermezza a proposito delle guerre che devastano le regioni in cui le Chiese orientali sono presenti: «La gente non può morire a causa di fake news (…) È desolante vedere che la forza del diritto internazionale e del diritto umanitario non sembra più obbligare, sostituita dal presunto diritto di obbligare gli altri con la forza».
• È la Giornata internazionale per la lotta contro la droga. Nel cortile di San Damaso sono presenti, accompagnati dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni impegnate nelle attività di prevenzione, recupero e cura dalle dipendenze, ai quali papa Leone XIV dice: «Le nostre città non devono essere liberate dagli emarginati, ma dall’emarginazione; non devono essere ripulite dai disperati, ma dalla disperazione».
• Nella mattinata Leone XIV incontra anche: Giordano Piccinotti (Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica – APSA); Jean-Marc Micas (Tarbes et Lourdes).
• Sono poche parole quelle che Leone XIV rivolge ai membri del Consiglio ordinario della Segreteria generale del Sinodo dei vescovi, partecipando per una piccola parte alla sua riunione. L’indicazione è quella che il Consiglio raccolga i frutti «maturati» dal Sinodo dei vescovi «in questa stagione», mentre esso «conserva naturalmente la propria fisionomia istituzionale».
• Inizia ricevendo, presso l’Auditorium Conciliazione, i partecipanti all’Incontro internazionale «Sacerdoti felici – “Vi ho chiamato amici” (Gv 15,15)», promosso dal Dicastero per il clero, una «ventiquattrore» dedicata da Leone XIV ai sacerdoti, mentre si avvia alla conclusione il «Giubileo dei seminaristi, dei vescovi e dei sacerdoti» iniziato lunedì 23 giugno e di cui l’incontro fa parte (nel video, dal minuto 27’, la partecipazione del papa, che si ispira al titolo della manifestazione per sottolinearne «tre implicazioni per la formazione al ministero sacerdotale»: che «la formazione è un cammino di relazione», che «la fraternità è uno stile essenziale di vita presbiterale» e che «formare sacerdoti amici di Cristo significa formare uomini capaci di amare, ascoltare, pregare e servire insieme».
Venerdì 27
• Il «Giubileo dei seminaristi, dei vescovi e dei sacerdoti» culmina con la messa, nella basilica di San Pietro, per la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, nella Giornata della santificazione sacerdotiale (vedi sotto). Nel corso della celebrazione Leone XIV ordina 32 nuovi presbiteri. A loro dice: «Amate Dio e i fratelli, siate generosi, ferventi nella celebrazione dei sacramenti, nella preghiera, specialmente nell’Adorazione, e nel ministero; siate vicini al vostro gregge, donate il vostro tempo e le vostre energie per tutti, senza risparmiarvi, senza fare differenze, come ci insegnano il fianco squarciato del Crocifisso e l’esempio dei santi».
• Infine, nel messaggio a tutti i sacerdoti in questa XXIX Giornata mondiale di preghiera per la santificazione dei sacerdoti, rivolge loro «un invito impellente: siate costruttori di unità e di pace! In un mondo segnato da tensioni crescenti, anche all’interno delle famiglie e delle comunità ecclesiali, il sacerdote è chiamato a promuovere la riconciliazione e generare comunione».
Guido Mocellin
Giornalista
