Sabato 2 agosto
• La giornata di Leone XIV è tutta interna al giubileo dei giovani. Una prima udienza è dedicata agli artisti che di lì a poco animeranno la folla dei giovani attesi a Tor Vergata. Il papa lo definisce un «piccolo incontro», «familiare», e li benedice affinché Dio li «aiuti ad accompagnare questi giovani che hanno anche tanto bisogno di trovare la vera gioia, la vera felicità che troviamo tutti in Gesù Cristo».
• L’altra udienza di Leone XIV è con i giovani pellegrini egiziani: una loro compagna, Pascale Rafic, 18 anni, è morta nella notte per un arresto cardiaco e il papa conforta i suoi compagni.
• Nella serata Leone XIV è a Tor Vergata per presiedere la veglia di preghiera con i giovani del giubileo (un milione di persone, secondo le stime). Risponde a tre domande, formulate da due ragazze e un ragazzo: sull’amicizia (in spagnolo), sul coraggio per scegliere (in italiano) e sul richiamo del bene e il valore del silenzio (in inglese).
Domenica 3 agosto
• Il giubileo dei giovani, a somiglianza delle GMG, si conclude con la messa presieduta da Leone XVI sempre a Tor Vergata. Nell’omelia (nel video dal minuto 43) il papa fa riferimento alla liturgia della Parola di oggi, poi cita i predecessori Francesco e Giovanni Paolo II e conclude, dopo aver evocato l’esempio di Piergiorgio Frassati e Carlo Acutis: «Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate. Non accontentatevi di meno. Allora vedrete crescere ogni giorno, in voi e attorno a voi, la luce del Vangelo».
• Anche la preghiera papale dell’Angelus (nel video dal minuto 1h45’) proviene da Tor Vergata. Leone XIV non manza di fare riferimento a «ogni terra insanguinata dalle guerre», dicendo: «Siamo più che mai vicini ai giovani che soffrono il male più grave, quello procurato da altri uomini. Siamo con i giovani di Gaza, siamo con i giovani dell’Ucraina… voi siete il segno che un mondo diverso è possibile: un mondo di fraternità e amicizia, dove i conflitti si affrontano non con le armi ma con il dialogo».
• Tramite il card. Parolin, Leone XIV ha inviato un messaggio alla XX Assemblea del Simposio delle conferenze episcopali di Africa e Madagascar (SCEAM), apertasi il 28 luglio e che si conclude domani, 4 agosto. Esorta le Chiese africane a essere «segni tangibili di speranza» e a promuovere «l’unità, in particolare in quelle parti della società fratturate dalla divisione e dalla polarizzazione».
Guido Mocellin
Giornalista
