Mai sentito parlare di santa Febe? Ecco perché

Il 3 settembre, festa di Santa Febe – «diakonos» della Chiesa di Cencre –, torna puntuale l’occasione annuale per la Chiesa cattolica di ignorare, ancora una volta, la storia delle diaconesse.

Non ne avete mai sentito parlare? Questo perché nel 1969 il calendario liturgico ha spostato la festa ufficiale di San Gregorio Magno dalla data della sua morte (12 marzo) alla data della sua elezione a papa, opportunamente, il 3 settembre, mettendo Febe in secondo piano. Opportunamente, perché Gregorio è anche il predicatore che diffuse la falsa notizia che santa Maria Maddalena fosse una prostituta. Una cosa del genere non si può inventare.

Ora è anche peggio. Giornalisti, blogger e persino vescovi arrabbiati stanno diffondendo ancora più informazioni false sulla storia e sulla possibilità di ripristinare la tradizione di ordinare le donne come diaconesse cattoliche. Basandosi sulla traduzione di un libro di 43 anni fa sull’argomento, sostengono che nessuna donna sia mai stata ordinata diacono nella storia della Chiesa, nonostante l’autore ammetta che, poiché poiché molti documenti storici sono mancanti, non è possibile giungere a una conclusione definitiva.

Allora qual è il problema? Circolano diverse affermazioni che tentano di troncare le conversazioni, avviate su mandato magisteriale dal Sinodo sulla sinodalità, sul ripristino della pratica dell’ordinazione delle donne come diaconi. Esse rientrano in due categorie principali: 1) le donne non possono «essere immagine di» Cristo e 2) gli ordini sacri non possono essere disgiunti.

L’obiezione più sorprendente è che le donne non possano essere immagine di Cristo e quindi non siano state create a immagine e somiglianza di Dio. Eppure il fatto consolante dell’incarnazione è che Dio si è fatto uomo nella persona di Gesù Cristo.

Ovviamente la comprensione di chiunque rappresenti Cristo oggi non dipende dalle differenze sessuali. Dire che le donne non possono rappresentare Cristo, non possono essere segni di Cristo nella e per la Chiesa, significa negare la loro piena umanità. Questa affermazione invia un segnale terribile al resto del mondo, specialmente alle parti del mondo in cui le donne sono considerate beni di seconda classe, vivono dominate da un membro maschio della famiglia, non possono votare, guidare un’auto, frequentare la scuola o persino decidere chi sposare.

Dire che le donne possono rappresentare Cristo non nega le distinzioni di genere né sostiene nulla di diverso dall’insegnamento cattolico: siamo tutti creati a immagine e somiglianza di Dio. Limitare questa capacità a causa di ciò che gli studiosi chiamano «fisicalismo ingenuo» significa negare il fatto straordinario della risurrezione e l’insegnamento cattolico secondo cui Cristo vive in tutti i cristiani.

Quando la discussione sulle diaconesse si riaccese durante il concilio Vaticano II nacque la teoria dell’«unicità degli ordini». La falsa argomentazione secondo cui, poiché le donne non possono essere ordinate sacerdoti, non possono essere ordinate diaconesse, ha ora acquisito nuovo slancio, anche all’interno del Vaticano. Persino papa Francesco ne ha presentato una versione in un’intervista televisiva, meno di un anno prima della sua morte. Quando un giornalista americano gli ha chiesto se una ragazza potesse pensare di diventare diacono, egli ha risposto con un sonoro «no» alla possibilità di diventare diacono all’interno degli ordini sacri. Perché? Non lo ha spiegato, ma come fanno tanti altri non specialisti, è tornato a parlare di tutte le cose meravigliose che le donne possono realizzare senza essere ordinate. È importante sottolineare, tuttavia, che non ha affermato che le donne non possono essere ordinate diaconi, ma solo che non riteneva probabile che in futuro lo fossero.

I tre ordini principali della Chiesa cattolica − il diaconato, il sacerdozio e l’episcopato − hanno una lunga traiettoria di sviluppo, ma un ordine non implica necessariamente l’altro.

Il diaconato è un caso interessante. La Lettera di san Paolo ai Romani (57 d.C.) presenta la prima e unica menzione di un «diacono» con questo titolo in tutta la Scrittura. Il suo nome è Febe ed è stata inclusa nell’elenco ufficiale dei santi della Chiesa, il Martirologio romano, sin dalla sua istituzione. Paolo la presenta alla nascente Chiesa di Roma come «diacono» e chiede ai romani di accoglierla e, soprattutto, di rispettarla. Si presume che sia stata lei a portare la lettera a Roma e a interpretarne la teologia per questi nuovi cristiani.

Più tardi gli Atti degli apostoli (70-90 d.C.) raccontano l’elezione di altri sette membri da parte della comunità su richiesta degli apostoli. A loro non viene dato il titolo di «diacono», nonostante il loro compito designato sia quello di assistere nella distribuzione del cibo alle vedove. Questo evento avviene ben dopo la morte e la risurrezione di Cristo, rendendo il diaconato una creazione della Chiesa.

Ma è Febe la prima a essere nominata e conosciuta direttamente come «diacono». Perché oggi non è accolta e rispettata dalla Chiesa?

 

 

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Phyllis Zagano è una studiosa del diaconato femminile. È ricercatrice presso la Hofstra University di Hempstead, New York, e autrice del saggio Just Church: Catholic Social Teaching, Synodality, and Women (Paulist Press). Il post qui tradotto è stato pubblicato il 17 agosto su The Irish Times.

Phyllis Zagano

2 pensieri riguardo “Mai sentito parlare di santa Febe? Ecco perché

  • 9 Settembre 2025 in 10:29
    Permalink

    Grande Phyllis! Complimenti per l’uso lucido della ragione!
    Sono insegnante di religione e baccelliere in teologia (quindi un “povero diavolo”), ma il ragionamento che ho letto non fa una grinza, anche se tra le righe viene fuori una passione che manda un tantino al caldo chi non è d’accordo. Bisogna riconoscere che nella Chiesa c’è maschilismo, e Gesù non è venuto a salvare i maschi, ma gli uomini, e tutti gli uomini. Altra cosa, nella seconda argomentazione non si distingue tra un diaconato permanente e uno transeunte, forse perchè si temono le conseguenze di un’apertura epocale, quella che avrebbe portato una donna al vertice della Chiesa evangelica luterana? Abbiamo poche “dottoresse” della fede (e anche pochi dottori se è per questo), ma se lo sono perchè non potrebbero essere almeno diaconesse?

    Risposta
  • 9 Settembre 2025 in 17:16
    Permalink

    La chiesa cattolica è sempre stata fortemente maschilista, inspiegabilmente. Affermare poi che chi è donna non può rappresentare Gesù Cristo mi sembra veramente ,perdonate il termine,una bestemmia,anche alla luce di quello che raccontano i Vangeli.

    Risposta

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