Il cardinale Prevost per un’etica coerente della vita

Il profilo poco appariscente che padre Robert Prevost ha tenuto lungo il suo percorso di religioso, vescovo e cardinale rende complesso trovare tracce a ritroso del pensiero di colui che oggi è divenuto papa Leone XIV.

Risulta così «di grande utilità per capirne la visione» (come ha commentato Sandro Magister sul suo blog «Settimo cielo») il discorso da lui pronunciato il 14 ottobre 2023 – 25° anniversario dell’Università cattolica Santo Toribio de Mogrovejo con sede a Chiclayo, in Perù –, quando è stato insignito di un dottorato «honoris causa». Il Regno – Documenti di settembre lo ha pubblicato integralmente.

 

Il valore della vita umana

In tale occasione, Prevost ha richiamato il magistero sul valore della vita umana del card. Joseph Bernardin, che fu pastore di Chicago negli anni Novanta, e del card. Blase Cupich, attuale arcivescovo della città, dichiarando di condividerne il pensiero.

L’attuale pontefice ha fatto riferimento a un discorso di Bernardin del 1993, in cui il presule aveva sostenuto che «un cattolico non può dichiararsi “a favore della vita” solo perché ha una posizione contraria all’aborto, e affermare allo stesso tempo di essere a favore della pena di morte. Tale posizione non sarebbe coerente con la dottrina sociale della Chiesa».

 

Una nuova etica integrale di solidarietà

Un passo ulteriore – ha affermato Prevost – è stato compiuto in un tempo a noi più vicino: «Il card. Cupich ha recentemente invitato a recuperare e quindi sviluppare ulteriormente il concetto di etica coerente della vita, camminando verso una nuova etica integrale di solidarietà. Con questa proposta la Chiesa può offrire un dono prezioso al popolo di Dio e a tutti coloro che cercano il bene comune». Infatti, «se la Chiesa prende sul serio l’invito di papa Francesco a incarnare una Chiesa sinodale, dobbiamo instillare un’etica integrale di solidarietà in tutte le dimensioni della nostra vita».

 

Senzatetto e migranti come emergenze del diritto alla vita

Vanno pertanto rubricate sotto il capitolo del diritto alla vita le questioni relative all’aborto, alla povertà, all’eutanasia e alla pena capitale, ma a queste Prevost ha aggiunto ulteriori emergenze: «gli effetti dell’intelligenza artificiale, il traffico di esseri umani e i diritti dei migranti», nonché «la qualità della vita dei più deboli tra noi: anziani, bambini, affamati, senzatetto e migranti senza documenti, tra le molte altre problematiche».

Si ritrovano dunque in queste parole del 2023 la radice di vari convincimenti che sentiamo ora esprimere da Leone XIV in discorsi, interviste e nella recentissima esortazione apostolica «Dilexit te» sull’amore verso i poveri.

 

Gabriella Zucchi

Giornalista

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