Mercoledì 15
• All’Udienza generale Leone XIV dà l’avvio alla quarta e ultima parte del ciclo di catechesi giubilari che ha caratterizzato tutto il 2025. La nuova serie si intitola «La Risurrezione di Cristo e le sfide del mondo attuale»; la sua prima catechesi «Il Risorto, fonte viva della speranza umana». Terminata la catechesi, il papa rivolge i saluti ai pellegrini dei vari gruppi linguistici senza formulare, per una volta, alcun riferimento all’attualità internazionale.
• Oggi Leone XIV tiene anche due udienze particolari: riceve Stephen Marmion Lowe (presidente della Conferenza episcopale della Nuova Zelanda) e le Agostiniane recollette della Federazione del Messico, alle quali rivolge un breve saluto.
Giovedì 16
• La tre-giorni del Giubileo dei popoli originari, organizzato in forma virtuale dalla Presidenza del CELAM attraverso le Reti dei popoli originari e la Rete dei teologi della teologia indigena, si conclude oggi. Leone XIV partecipa con un messaggio (datato 12 ottobre) del quale la gran parte dei media sottolinea questa affermazione: «La lunga storia di evangelizzazione che i nostri popoli originari hanno conosciuto, come hanno insegnato tante volte i vescovi dell’America Latina e dei Caraibi, è carica di “luci e ombre”».
• Oggi Leone XIV incontra: Mahamat Idriss Déby Itno (presidente del Ciad); il card. Baltazar Enrique Porras Cardozo (emerito di Caracas); Iosif Staneuski (Minsk-Mohilev) con Aliaksandr Yasheuski (ausiliare); Andrés Carrascosa Coso (nunzio in Ecuador); Tulio Luis Ramírez Padilla (Guarenas).
• È doppia l’occasione che motiva la visita di Leone XIV alla FAO, che ha sede a Roma: oggi è la Giornata mondiale dell’alimentazione e quest’anno l’Organizzazione compie 80 anni. Nel suo discorso (parte in spagnolo, parte in inglese) il papa pronuncia parole forti: sia a proposito della «piaga della fame», «segno evidente di un’insensibilità prevalente, di un’economia senza anima, di un discutibile modello di sviluppo e di un sistema di distribuzione delle risorse ingiusto e insostenibile», sia a proposito del «riemergere dell’uso del cibo come arma di guerra»: «Con dolore, siamo testimoni del continuo uso di quella strategia crudele (…) testimoni abulici di una violenza straziante».
Guido Mocellin
Giornalista
