Mentre tutti – giustamente – si sono immersi nella lettura del corposo Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia, che è stato ufficialmente reso noto il 16 ottobre, sapendo che il testo dovrà essere sottoposto a votazione (anche se non sono previsti emendamenti) prima da parte della III Assemblea del Cammino sinodale che si terrà sabato 25 ottobre e poi da parte dell’Assemblea della CEI di novembre, vorrei soffermarmi su alcune osservazioni di contesto, accennando solo marginalmente ai contenuti.

Assieme al documento sono state rese note 5 FAQ, le ormai classiche «frequently asked questions» che sono entrate in tutte le nostre routine e che forniscono un quadro riassuntivo di questo lungo processo quadriennale indicandone, soprattutto, la cornice.

 

Alcuni punti irrinunciabili

«Cosa è il Documento di sintesi?

È il frutto dell’ascolto e del discernimento del Cammino sinodale che – nelle sue fasi narrativa, sapienziale e profetica – ha coinvolto oltre 200 Chiese locali. Il testo si compone di 3 parti: “Il rinnovamento sinodale e missionario della mentalità e delle prassi ecclesiali”, “La formazione sinodale e missionaria dei battezzati” e “La corresponsabilità nella missione e nella guida della comunità”. 75 sono i numeri che declinano le istanze emerse durante il Cammino sinodale (…) L’appendice – in modo discorsivo e attraverso una vera e propria cronistoria – ripercorre le tappe di questi anni».

È vero: l’Appendice e anche la cronistoria che la segue raccontano il percorso sinodale italiano, la sua nascita (un po’ controvoglia), la sua crescita e il suo possibile futuro, che comunque nelle 3 parti passerà da alcuni punti irrinunciabili: come diceva mons. Castellucci, presidente del Comitato sinodale, in un’intervista a Il Regno https://www.ilregno.it/attualita/2025/16/italia-verso-la-iii-assemblea-sinodale-no-a-un-sinodo-di-carta-paolo-tomassone, si tratta della formazione alla pace, della riforma dell’iniziazione cristiana e della corresponsabilità ecclesiale, superando la dicotomia tra «consultivo» e «deliberativo» nei consigli pastorali.

 

Il peso dei 300 emendamenti

«Come si è arrivati a questo testo?

Il testo è stato preparato sulla base degli emendamenti emersi nel corso della II Assemblea sinodale (31marzo – 3 aprile 2025), attraverso un intenso lavoro della Presidenza CEI, del Comitato del Cammino sinodale, del Consiglio permanente, degli organismi della CEI (…)».

Come ha ribadito il vescovo Castellucci nell’intervista citata, «abbiamo letto e analizzato tutti gli oltre 300 emendamenti proposti nei lavori di gruppo della II Assemblea sinodale (…) [e] durante l’estate ci sono stati almeno 15 passaggi istituzionali».

 

I punti relativi alla morale sessuale

«Quante sono le proposte che verranno votate?

La III Assemblea sinodale esprimerà innanzitutto un voto generale sull’introduzione, poi sulla I parte e sulle proposizioni in essa contenute (55), sulla II parte e sulle relative proposizioni (37), sulla III parte e sulle sue proposizioni (32). Alla fine, verrà espresso un voto generale sull’intero Documento di sintesi».

Sappiamo già che ci sarà discussione in particolare sui punti relativi alla morale sessuale (nn. 30-31), laddove si parla d’«accompagnamento, discernimento e integrazione nella pastorale ordinaria di quanti desiderano fare cammini di maggiore integrazione ecclesiale, ma sono ai margini della vita ecclesiale e sacramentale a causa di situazioni affettive e familiari stabili diverse dal sacramento del matrimonio»; e del «riconoscimento e l’accompagnamento delle persone omoaffettive e transgender, così come dei loro genitori, che già appartengono alla comunità cristiana».

 

Concordia, libertà e carità

C’è anche chi, a partire da questi punti, ha definito il testo «non degno della grandezza della Chiesa», accusando i vescovi d’annacquamento del messaggio evangelico e quindi d’essere «responsabili dello svuotamento delle chiese, perché se si annacqua il messaggio la gente se ne va».

Ma questo è nel conto, perché – come ha scritto ancora mons. Castellucci nella Presentazione – è chiaro che anche nella Chiesa (italiana e non) vi è e vi sarà ancora a lungo «la divisione tra chi sogna una riedizione pura e semplice della “cristianità”, ormai definitivamente tramontata, e chi cerca invece una postura ecclesiale adatta alla società di oggi». Ci saranno tensioni, forse; ma «il Cammino sinodale – prosegue Castellucci – intende porsi, umilmente, come strumento per recuperare nella Chiesa la concordia nelle cose essenziali, la libertà nelle cose dubbie che richiedono ulteriori riflessioni e la carità in tutte» (corsivo mio), riprendendo papa Leone quando chiede di lasciarsi «davvero “inquietare” (…) dalla storia, dai volti, dalle vicende, dalle gioie e dai dolori che vediamo e viviamo oggi».

 

I vescovi decidono…

Andiamo avanti con le ultime due FAQ.

«Perché si votano le proposte e le singole parti del documento?

Tutti i membri della III Assemblea sinodale – delegati e invitati – saranno invitati a esprimere il proprio voto sulle proposte. Il voto verrà espresso con modalità elettronica, a scrutinio segreto. Sarà possibile votare “favorevole” (placet) o “non favorevole” (non placet). Con il voto l’Assemblea contribuirà, da una parte, al discernimento che i vescovi compiranno durante l’Assemblea generale in programma ad Assisi dal 17 al 20 novembre 2025, completando il processo di consultazione; dall’altra, il voto aiuterà a definire le priorità per le Chiese in Italia».

Insomma, già lo sapevamo: ma dopo tutto questo lavoro – e il Sinodo italiano anche in questo è un po’ un’eccezione rispetto ad altri – saranno i vescovi in Assemblea a scegliere che fare dei voti sulle parti e sulle 75 proposte.

Post scriptum: se proprio dovessi fare le barricate, le farei sul n. 32, relativo al tema delle violenze nella Chiesa… ma questo meriterebbe un Sinodo a parte…

 

…dopo il 25 ottobre

«Cosa succederà dopo la III Assemblea sinodale?

Come stabilito dal Consiglio permanente nella sessione autunnale di settembre, la Presidenza della CEI nominerà un gruppo di vescovi che, coadiuvato dagli organi statutari, elaborerà, sulla base del Documento, priorità, delibere e note che saranno al centro dei lavori dell’Assemblea generale di novembre 2025. Successivamente, alla luce del Documento di sintesi e delle riflessioni dell’Assemblea generale, questo stesso gruppo di vescovi, supportato da esperti, preparerà le prospettive pastorali che accompagneranno le Chiese in Italia nei prossimi anni».

È quindi vero che il percorso di auto-consapevolezza del Cammino sinodale è cresciuto e che, pur con qualche rischio, si è generato un positivo fermento partecipativo e di riforma che i vescovi – sia nel gruppo ristretto sia in assemblea – non potranno ignorare. Però la direzione che tutto questo prenderà verrà decisa dopo il 25 ottobre.

 

Maria Elisabetta Gandolfi

Maria Elisabetta Gandolfi

Caporedattrice Attualità per “Il Regno”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Share via
Copy link
Powered by Social Snap