«Il titolo “Cristianesimo coscienza dell’Europa” non indica un privilegio né una pretesa ma una responsabilità». Con queste parole il priore generale dei camaldolesi dom Matteo Ferrari ha accolto i partecipanti all’incontro di studi organizzato da Il Regno, dalla Comunità di Camaldoli e dalla Commissione degli episcopati dell’Unione Europea (COMECE) che ha peso il via questo pomeriggio presso la Foresteria del monastero. Nel corso del suo saluto ha richiamato la tradizione secolare, che Camaldoli custodisce e che nell’incontro di questi giorni si rinnova, di incontro di pensiero e di spirito, di fraternità che non si lascia scoraggiare dalle sfide dei tempi, di discernimento comunitario, di dialogo tra fede e cultura.

 

Nel 70° della rivista Il Regno

Anche il vescovo di Arezzo, mons. Andrea Migliavacca (tramite un video), e il sindaco di Poppi, Federico Lorenzoni, hanno salutato gli organizzatori e i partecipanti all’incontro sottolineando che il valore delle tematiche che verranno affrontate e la «felice congiunzione» rappresentata dalla collaborazione fra Il Regno, i monaci camaldolesi e la COMECE (Migliavacca) e auspicando la più grande circolazione delle riflessioni che verranno condotte (Lorenzoni).

Impossibilitato a essere presente di persona il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della CEI, ha voluto ugualmente unirsi all’incontro inviando un videosaluto, nel quale non ha nascosto un po’ di «invidia» per chi vi sta partecipando e ha sottolineato che esso rappresenta il modo migliore, per la rivista Il Regno, di festeggiare il 70° dalla propria fondazione.

 

La risorsa Europa

Venendo ai contenuti che verranno affrontati in questi giorni il presidente della CEI si è riconosciuto integralmente nelle premesse a partire dalle quali si apre la riflessione: la fase di «conformismo negativo» che l’Europa sta attraversando, la sua involuzione politica e culturale, l’aver lasciato il primato alla forza (come testimoniano le due nuove guerre cui stiamo assistendo), le premesse che vengono poste perché il passato possa ripresentare il conto.

Ma è un contesto, ha proseguito il card. Zuppi, nel quale l’Europa rimane la risorsa principale (pur nelle sue parzialità) in virtù dell’ispirazione culturale e religiosa comune, «specie a fronte di quell’individualismo europeo che indebolisce, fa ripiegare l’Europa su se stessa». Solo «una ragione che ha un’identità storica e morale riconosciuta», ha concluso il presidente della CEI, «può pienamente dialogare e trovare una condivisione di valori che aprano a strade future, a un nuovo umanesimo, che non perda nulla dell’antico ma che sappia accettare e vivere le sfide del presente».

 

Mocellin

Guido Mocellin

Giornalista

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