Pace per il Libano – PapaNewsLink 2-3.12.2025

Martedì 2

• L’ultimo giorno di Leone XVI in Libano prevede tre momenti pubblici: la visita all’ospedale «de la Croix» a Jal ed Dib; una sosta al porto di Beirut, sul luogo dell’esplosione del 2020; la messa nell’area del Beirut Waterfront.

• Il grande ospedale «de la Croix», nel comune di Jal ed Dib (un’ora circa dal centro di Beirut), assiste disabili mentali e malati psichiatrici. Leone XIV pronuncia un breve discorso rivolto sia ai malati, sia alle religiose (suore francescane della Croce) e al personale sanitario che ne hanno cura: «Non possiamo dimenticarci dei più fragili», dice, «non possiamo immaginare una società che corre a tutta velocità aggrappandosi ai falsi miti del benessere, ignorando tante situazioni di povertà e di fragilità. In particolare noi cristiani…». 

• Nessun discorso, invece, ma solo il silenzio della preghiera, la deposizione di una corona di fiori e un saluto ai parenti delle vittime e ai sopravvissuti: così Leone XIV al porto di Beirut, sul luogo dove il 4 agosto 2020 si verifico l’esplosione che causò la morte di 240 persone e il ferimento di altre 7.000. 

• Con l’omelia durante la messa sul Beirut Waterfront, una spianata affacciata sul mare, e poi con l’appello alla fine della messa e da ultimo con le parole pronunciate durante la cerimonia di congedo all’aeroporto Leone XIV conclude il viaggio in Libano invocando la pace «per tutti i popoli che soffrono a causa della guerra» e per il Medio Oriente in cui «la via dell’ostilità reciproca e della distruzione nell’orrore della guerra è stata percorsa troppo a lungo». E soprattutto per il Libano: «Disarmiamo i nostri cuori, facciamo cadere le corazze delle nostre chiusure etniche e politiche, apriamo le nostre confessioni religiose all’incontro reciproco». 

• I 26 minuti della prima conferenza stampa di Leone XIV in aereo, a conclusione di un viaggio all’estero, resteranno nella memoria per il racconto di come egli ha vissuto, durante il conclave, il momento in cui «è apparso chiaro cosa stava succedendo» (così la domanda di Cindy Wooden, del Catholic News Service). Ma il papa risponde anche, nelle tre lingue che meglio padroneggia, su diversi altri temi, tra i quali spiccano le questioni di politica internazionale e il ruolo della Chiesa e della Santa Sede: la pace nel Libano e nel resto del Medio Oriente; il piano di pace per l’Ucraina e la tensione tra NATO e Russia; la crisi tra USA e Venezuela; il dialogo e il rispetto tra cristiani e musulmani.

 

Mercoledì 3

• Non ci sono attività nell’agenda di Leone XIV, appena ritornato dal viaggio in Turchia e in Libano.

 

Mocellin

Guido Mocellin

Giornalista

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