Se si conta anche la Commissione sul diaconato, alla fine sono 15 i gruppi di studio che attorno al movimento sinodale innescato da papa Francesco si sono messi al lavoro su altrettanti temi, talvolta intrecciando i propri percorsi. Il 17 novembre scorso, infatti, sono stati resi noti i loro rapporti intermedi (presentati a Leone XIV a settembre): il termine ultimo dovrebbe essere entro il dicembre 2025.

Leggendo le loro sintesi potremmo da un lato riepilogare (ma occorrerebbe mettersi comodi: è cosa lunga!) quali sono e su che cosa stanno lavorando e dall’altro fare un’osservazione: il tema delle donne, uscito da una porta, rientra da tante altre finestre [ne abbiamo contate cinque!].

 

Il fragoroso «no» alle diaconesse

La porta era quella della Commissione per il diaconato, nata nel 2016 come intuizione al termine dell’udienza che papa Francesco diede all’Unione internazionale delle superiore religiose (UISG), quindi ben prima del Sinodo sulla sinodalità (cf. Regno-att. 10,2019,305.309). Il suo lavoro terminò ma non se ne seppe nulla fintanto che, sempre su insistenza delle religiose, Francesco non ne istituì una seconda nel 2020 (cf. la ricostruzione di Ph. Zagano e B. Pottier in Regno-doc. 19,2024,622), di cui conosciamo gli esiti perché il 4 dicembre scorso sono stati resi noti.

Il fragoroso «no» di un testo reso complicato nella sua articolazione (cf. il commento del Coordinamento delle teologhe italiane in Il Regno delle donne, 5.12.2025), era tuttavia facilmente prevedibile conoscendo i membri di questo secondo gruppo che, come quelli del primo, erano prevalentemente e notoriamente di parere contrario all’istituzione o re-istituzione del diaconato femminile.

 

La Commissione canonistica

La prima delle commissioni nate sotto l’ombrello più strettamente sinodale è stata la Commissione canonistica che sin dalla I sessione del Sinodo sulla sinodalità, nel 2023, prese a valutare le risultanze sinodali e a studiarne una possibile fattibilità dal punto di vista canonistico; ma soprattutto fece capire – cf. le dichiarazioni del card. Coccopalmerio – che probabilmente alcune proposte avanzate erano già realizzabili alla luce del diritto vigente.

Essa ha poi concentrato il proprio lavoro sul Documento finale dell’Assemblea del 2024 e in particolare si accinge a «proporre qualche revisione dell’attuale normativa codiciale» su tre temi: laicato/donna; conferenze episcopali/concili particolari; organismi di partecipazione.

Anche qui, dunque, c’è il tema «donne» [e una!].

 

La Commissione tutta africana

L’altra, coeva quanto a nascita, è la Commissione sulla poligamia nel contesto africano: nata anch’essa nell’ottobre 2023, il gruppo di 12 esperti che la compongono è formato da specialisti nominati dal Simposio delle Conferenze episcopali di Africa e Madagascar (SCEAM). Essa ha in animo di arrivare a un documento in 8 punti – così dichiara la sintesi di novembre –, dopo essere passato al vaglio del Dicastero per la dottrina della fede e della Segreteria generale del Sinodo dei vescovi [e due!].

Tuttavia, nel frattempo, il 25 novembre, il Dicastero per la dottrina della fede ha messo le mani avanti pubblicando la corposa nota dottrinale (156 numeri; 256 note) Una caro. Elogio della monogamia. Sul valore del matrimonio come unione esclusiva e appartenenza reciproca. È facile immaginare che la sintesi di questa Commissione dovrà tenerne conto.

 

I Gruppi di studio (2024)

Poi sono arrivati i 10 «Gruppi di studio» a seguito della I Sessione della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi (2023), «durante la quale erano emerse una serie di questioni rilevanti concernenti la vita e la missione della Chiesa in prospettiva sinodale».

Si trattava di temi potenzialmente divisivi e papa Francesco a marzo 2024 (cf. Re-blog.it 20.3.2024) pensò di toglierli dal tavolo della discussione, affidandoli a gruppi di esperti che facessero riferimento ai dicasteri della curia romana e alla Segreteria del Sinodo. Ciascuno di essi fa capo a un numero specifico della Relazione di sintesi (RdS), elaborata al termine della I Sessione.

I referenti di ogni Gruppo hanno riportato molto sinteticamente le acquisizioni cui erano giunti durante i lavori della II Sessione del Sinodo nel 2024. Ma non era stato reso noto il contenuto, tranne di quello della commissione 5 («Alcune questioni teologiche e canonistiche intorno a specifiche forme ministeriali») istituita presso il Dicastero per la dottrina della fede. Scorrendo le sintesi si incontrano altri tre riferimenti al tema «donne»: in tema di formazione sacerdotale (Gruppo 4), di specifiche forme ministeriali (Gruppo 5) e di discernimento di questioni dottrinali, pastorali ed etiche controverse (Gruppo 9) [e siamo a cinque!].

 

Liturgia e statuto delle conferenze episcopali

E come se il numero (12) di questi gruppi non coprisse abbastanza temi, papa Leone XIV nel luglio scorso (cf. Re-blog, 21.7.2025) ha creato altri due nuovi gruppi: quello sulla liturgia in prospettiva sinodale (DF, 27) e quello sullo statuto delle Conferenze episcopali, delle assemblee ecclesiali e dei concili particolari (DF, 124-129). Mentre il secondo deve ancora strutturarsi, quello sulla liturgia ha iniziato a riunirsi e la sua prima richiesta è quella d’istituire uno «specifico gruppo di studio a cui affidare la riflessione su come rendere le celebrazioni liturgiche più espressive della sinodalità».

Il rapporto intermedio del Gruppo sulla liturgia afferma poi che si potranno aggiungere «altre questioni ritenute opportune». Ne menziono due, che sono sotto forma di domanda. La prima: «Come favorire nella liturgia, un più effettivo riconoscimento e una più feconda esperienza della dignità, della novità di vita e della responsabilità che scaturiscono dal battesimo (…)? Come accrescere l’actuosa participatio dei battezzati alle celebrazioni, in particolare all’eucaristia?».

La seconda: «Come promuovere in particolare il riconoscimento del ruolo delle donne [e sei!], soprattutto laddove costoro continuano a patire forme di discriminazione, anche mediante la valorizzazione nei lezionari liturgici delle testimonianze scritturistiche sul ruolo delle donne nella storia della salvezza (cf. DF n. 60)?».

In quasi la metà (6) dei 14 ambienti dove si sta discutendo – le tematiche sono realmente vaste – i punti nodali che l’enorme movimento sinodale innescato da papa Francesco ha individuato riguardano il ruolo della donna. Non c’è da meravigliarsi, ma chi farà la sintesi delle sintesi dovrà tenerne conto, in un modo o nell’altro.

 

Maria Elisabetta Gandolfi

Maria Elisabetta Gandolfi

Caporedattrice Attualità per “Il Regno”

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