Che cosa possiamo augurarci in questo scorcio di tempo nel quale leggiamo segni preoccupanti, di cui riferiamo anche in queste pagine? Che cosa sperare quando si dice «pace» ma si legge «sopruso» (qui ha scritto G. Brunelli che firma l’editoriale dell’ultimo numero de Il Regno-Attualità), quando il dialogo sembra chiedere tempi lunghi e definizioni complesse (M. Faggioli, P. Stefani, L. Caffagnini), e la cura per il creato rallentare, quando è l’ora di prendere impegni precisi ma onerosi (J. Bencini, G. Zucchi)?

Auguriamo la capacità di vedere il germoglio, quello vero, carico di vita e portatore di speranza, che Isaia (11,1) intravede spuntare da un legno apparentemente secco, capace solo di bruciare.

È questo anche il nostro sguardo che quotidianamente coltiviamo nello scrivere e preparare i testi per ogni fascicolo, 11 per Attualità e altrettanti per Documenti: da un lato cercando di mantenere sempre i più alti livelli di professionalità, dall’altro non perdendo la speranza di poter leggere e intuire «germogli» anche nelle situazioni più buie o disperate. Non abbiamo risposte per tutto – solo colui che nasce potrà rivelarle – ma è nostro compito dare voce a tutte le domande che incessantemente sotto questo cielo salgono dalla città degli uomini alla città di Dio.

L’Indice che ogni anno proponiamo nell’ultimo numero della rivista dà conto, nel suo piccolo, anche di questo.

Maria Elisabetta Gandolfi

Maria Elisabetta Gandolfi

Caporedattrice Attualità per “Il Regno”

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