Ieri, 19 gennaio, i cardinali Blaise Cupich, Robert McElroy e Joseph Tobin, rispettivamente arcivescovi di Chicago, Washington e Newark, hanno pubblicato una dichiarazione congiunta intitolata «Charting a moral vision of american foreign policy», in cui l’attuale politica estera degli Stati Uniti viene messa a confronto con le linee del recente discorso di Leone XIV al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Il documento, assai netto nelle posizioni che delinea, è stato immediatamente rilanciato dalle agenzie di tutto il mondo nonché dai media vaticani. Lo riproduciamo integralmente in una nostra traduzione dall’inglese (G. Mc.).

Nel 2026 gli Stati Uniti hanno aperto un dibattito sulla base morale delle azioni americane nel mondo così approfondito e acceso come non accadeva dalla fine della Guerra fredda. Gli eventi relativi al Venezuela, all’Ucraina e alla Groenlandia hanno sollevato domande fondamentali sull’uso della forza militare e sul significato della pace. I diritti sovrani delle nazioni all’autodeterminazione appaiono estremamente fragili in un mondo in cui i conflitti sono sempre più intensi. L’equilibrio tra interesse nazionale e bene comune viene inquadrato nei termini di una forte polarizzazione. Il ruolo morale del nostro paese nell’affrontare il male nel mondo, nel sostenere il diritto alla vita e alla dignità umana e nel supportare la libertà religiosa è sotto esame. E la costruzione di una pace giusta e sostenibile, cruciale per il bene attuale e futuro dell’umanità, viene ridotta a categorie di parte che fomentano la polarizzazione e le politiche distruttive.

Per tutti questi motivi, il contributo di papa Leone nel delineare una base propriamente morale delle relazioni internazionali, presentato al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede nei giorni scorsi, ha costituito per noi una durevole bussola etica che fissa il percorso della politica estera americana nei prossimi anni. Ha affermato:

«Nel nostro tempo, preoccupa in modo particolare, sul piano internazionale, la debolezza del multilateralismo. A una diplomazia che promuove il dialogo e ricerca il consenso di tutti, si va sostituendo una diplomazia della forza, dei singoli o di gruppi di alleati. La guerra è tornata di moda e un fervore bellico sta dilagando. È stato infranto il principio, stabilito dopo la Seconda guerra mondiale, che proibiva ai paesi di usare la forza per violare i confini altrui. Non si ricerca più la pace in quanto dono e bene desiderabile in sé «nel perseguimento di un ordine voluto da Dio, che comporta una giustizia più perfetta tra gli uomini», ma la si ricerca mediante le armi, quale condizione per l’affermazione di un proprio dominio».

Papa Leone ribadisce inoltre l’insegnamento cattolico secondo il quale «la tutela del diritto alla vita costituisce il fondamento imprescindibile di ogni altro diritto umano», e l’aborto e l’eutanasia compromettono irrimediabilmente tale diritto. Egli sottolinea la necessità di un aiuto internazionale a salvaguardia degli elementi costitutivi della dignità umana, che sono minacciati dall’orientamento delle nazioni ricche verso la riduzione o l’eliminazione dei contributi ai programmi di assistenza umanitaria in paesi esteri. Infine, il santo padre sottolinea le crescenti violazioni della libertà di coscienza e di religione nel nome di una purezza ideologica o religiosa che schiaccia la libertà stessa.

In qualità di pastori e di cittadini, facciamo nostra questa visione volta all’instaurazione, nella nostra nazione, di una politica estera autenticamente morale. Cerchiamo di costruire una pace veramente giusta e duratura, quella pace che Gesù ha proclamato nel Vangelo. Rinunciamo alla guerra come strumento per lo stretto interesse nazionale e proclamiamo che l’azione militare deve essere considerata solo come l’ultima risorsa in situazioni estreme, non come normale strumento di politica nazionale. Cerchiamo una politica estera che rispetti e faccia progredire il diritto alla vita umana, la libertà religiosa e il miglioramento della dignità umana in tutto il mondo, specialmente attraverso il sostegno economico.

Il dibattito della nostra nazione sul fondamento morale della politica americana è afflitto dalla polarizzazione, dalla partigianeria e da ristretti interessi economici e sociali. Papa Leone ci ha fornito il prisma attraverso il quale elevarlo a un livello molto più alto. Portarlo al più alto livello possibile sarà compito, nei prossimi mesi, della nostra predicazione, del nostro insegnamento e della nostra azione pubblica. 

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