In Algeria: Agostino, i nuovi martiri – PapaNewsLink 13-14.4.2026

Lunedì 13

Il terzo e ultimo momento pubblico della giornata di arrivo di Leone XIV in Algeria prevede il suo incontro con la comunità cattolica, che avviene ad Algeri nella basilica di Nostra Signora d’Africa. Nel suo discorso alla comunità cattolica algerina si sofferma su tre aspetti della vita cristiana: la preghiera, la carità e l’unità, illustrandoli con riferimenti alla vita della Chiesa in Algeria e al suo rapporto con la popolazione. Per due volte richiama la testimonianza dei «diciannove religiosi e religiose martiri d’Algeria» degli anni 1994-1996, «che hanno scelto di stare al fianco di questo popolo nelle sue gioie e nei suoi dolori».

Prima dell’incontro con la comunità cattolica Leone XIV visita la Grande moschea di Algeri, sostandovi in silenzio e a piedi scalzi per una decina di minuti e dialogando poi (in un salone privato) con il rettore Mohamed Mamoun Al Qasimi (visita alla Grande moschea di Algeri). Visita inoltre, privatamente, il Centro di accoglienza delle suore agostiniane missionarie, ricordando le due consorelle agostiniane che fanno parte dei 19 martiri d’Algeria.

 

Martedì 14

Il programma di oggi del viaggio apostolico in Africa prevede che Leone XIV trascorra la giornata ad Annaba, l’antica Ippona di cui Agostino fu vescovo, con altri tre momenti pubblici: visita al sito archeologico, visita alla Casa di accoglienza per anziani delle Piccole sorelle dei poveri e messa nella basilica di Sant’Agostino, oltre a un incontro privato con gli agostiniani nella locale casa della comunità (programma della seconda giornata in Algeria).

Le telecamere testimoniano (video dal sito archeologico di Ippona) di quanto il cattivo tempo abbia condizionato la presenza di Leone XIV sul sito archeologico di Ippona, dove depone una corona di rose, pianta un ulivo e si raccoglie per alcuni minuti in preghiera.

C’è anche l’arcivescovo emerito di Algeri, Paul Desfarges, tra gli ospiti della Casa di accoglienza per anziani «Ma Maison», gestita ad Annaba dalle Piccole sorelle dei poveri. Nel suo breve saluto agli anziani di «Ma Maison» Leone XIV manifesta la speranza che un luogo del genere suscita: «Il cuore del nostro Padre non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi», ma è «con i piccoli, con gli umili…».

L’omelia che Leone XIV pronuncia durante la messa nella basilica di Sant’Agostino ad Annaba contiene, nelle ultime righe, la sintesi di questi due giorni: «In questa terra, carissimi cristiani di Algeria, rimanete come segno umile e fedele dell’amore di Cristo. (…) La vostra presenza nel Paese fa pensare all’incenso: (…) un piccolo, prezioso elemento, che non sta al centro dell’attenzione, ma invita a rivolgere i nostri cuori a Dio, incoraggiandoci l’un l’altro a perseverare nelle difficoltà del tempo presente. (…) La vostra storia è fatta di accoglienza generosa e di tenacia nella prova: qui hanno pregato i martiri, qui sant’Agostino ha amato il suo gregge cercando la verità con passione e servendo Cristo con fede ardente. Siate eredi di questa tradizione…».

Due atti di Leone XIV vengono resi pubblici oggi ma portano date precedenti. È del 1° aprile un messaggio alla Plenaria della Pontificia accademia delle scienze sociali, che si svolge da oggi fino al 16 presso la Casina Pio IV su un tema, «Gli usi del potere: legittimità, democrazia e riscrittura dell’ordine internazionale», che il papa non esita a definire «particolarmente attuale». Per quanto scritte diversi giorni fa, i media rilevano la coincidenza con le tensioni tra Santa Sede e Casa Bianca nel sovrapporre alle attuali tensioni tra la Santa Sede e la Presidenza USA le parole del testo papale sul rischio che la democrazia, priva di un fondamento «nella legge morale e in una vera visione della persona umana», rischia di diventare «o una tirannia maggioritaria o una maschera per il dominio delle élite economiche e tecnologiche».

È pubblica oggi anche la lettera ai cardinali del 12 aprile con la quale Leone XIV riepiloga quanto emerso dal lavoro dei gruppi del concistoro dello scorso gennaio riguardo all’«Evangelii gaudium» e conferma la convocazione di un nuovo concistoro per il 26-27 giugno, rinviando a «una comunicazione più dettagliata per accompagnarne adeguatamente la preparazione».

Mocellin

Guido Mocellin

Giornalista

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