È in corso (15-24 aprile, Aparecida – São Paulo) la 62a Assemblea generale della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (CNBB). L’appuntamento pastorale, che guarda alle sfide della società e dell’evangelizzazione, è anche occasione per ricordare i 200 anni di relazioni diplomatiche tra il Brasile e la Santa Sede.

 

Il messaggio di papa Leone

Lo ha fatto Leone XIV nel suo messaggio di saluto e incoraggiamento all’episcopato. Nello specifico, ha ringraziato i presuli per il loro impegno pastorale nel mantenere aperti canali di proficuo dialogo con le autorità civili in ogni Chiesa particolare, rendendo così concreto e pratico questo longevo rapporto istituzionale all’interno del paese.

 

Da Lula la solidarietà verso Leone

Inconsueto e particolarmente caloroso è stato il videomessaggio all’Assemblea del presidente Luiz Inácio Lula da Silva. Egli si rivolge ai vescovi e insieme alla comunità cattolica brasiliana per manifestare in primo luogo la propria solidarietà a papa Leone XIV: «Nel corso della storia dell’umanità, i difensori della pace e degli oppressi sono stati attaccati dai potenti che si ritengono divinità. La stessa storia ha mostrato che vale più un cuore colmo di amore per il prossimo che il potere delle armi e del denaro». 

 

La CNBB in prima linea nella difesa della democrazia

Alla CNBB Lula esprime tutto il suo rispetto e la sua ammirazione «per una istituzione che nei momenti più dolorosi» della storia recente del paese «è stata in prima linea nella difesa della democrazia». Infatti, «la CNBB ha affrontato la dittatura, ha difeso i ricercati dal regime militare, ha appoggiato gli scioperi dei lavoratori urbani e la lotta per la terra dei lavoratori rurali».

 

I difensori degli emarginati

«Voglio approfittare di questo momento – prosegue il presidente – per rendere omaggio ad alcuni dei più noti difensori degli esclusi con i quali ho avuto l’immenso onore di lavorare e nel loro nome salutare tutti i vescovi del Brasile». Dall’alto dei suoi ottant’anni, egli può inserire in elenco i nomi di Luciano Mendes de Almeida, Paulo Evaristo Arns, Mauro Morelli, Cláudio Hummes, Angélico Sândalo, Pedro Casaldáliga e Tomás Balduíno, certo che «la storia non li dimenticherà mai».

 

200 anni in favore dei diritti e dell’inclusione

Il tema dei 200 anni di relazioni diplomatiche tra il Brasile e la Santa Sede è stato svolto da Lula sottolineando la tensione ai più poveri che ha contraddistinto l’operato ecclesiale: «Nel corso di questi due secoli la Chiesa cattolica si è adoperata in modo straordinario nell’assistenza ai più bisognosi con iniziative che restano punti di riferimento nella costruzione di politiche pubbliche e di inclusione sociale». 

Anche oggi «la difesa intransigente della dignità della vita rinnova e ispira i rapporti tra il Governo del Brasile e la CNBB». Lula infatti sostiene che il Governo lavora notte e giorno perché il Brasile sia definitivamente un paese libero dalla fame, dalla povertà estrema e dalle diseguaglianze, «un paese dove tutti, senza eccezione, abbiano una tavola ricca, l’accesso alla sanità, all’istruzione, alla terra, al lavoro e alla casa».

 

Il comune tema abitativo

A titolo di esempio, egli porta il tema abitativo: il programma governativo «La mia casa, la mia vita», che offre agevolazioni per rendere più facile l’acquisto di un’abitazione popolare tanto nelle aree rurali quanto in quelle urbane, bene si associa alla Campagna di fraternità 2026 che ha come titolo «Fraternità e abitazione».

L’auspicio del presidente Lula è che «la CNBB sia sempre alleata del popolo brasiliano nella costruzione di un paese più giusto, più fraterno, più felice».

 

Gabriella Zucchi

Giornalista

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