Nel futuro della Guinea equatoriale – PapaNewsLink 20-22.4.2026

Lunedì 20 pomeriggio

Rientrato a Luanda da Saurimo, Leone XIV è atteso, nella parrocchia di Nostra Signora di Fatima, dai rappresentanti della comunità cattolica: vescovi, clero, religiosi, operatori pastorali. Il papa ascolta tre testimonianze e poi pronuncia il proprio discorso, nel quale sottolinea: l’importanza, nella Chiesa angolana, dei catechisti; l’impegno della formazione, anche per contrastare sette e superstizioni; il valore di una memoria riconciliata rispetto ai «tormenti dolorosi» della guerra civile (discorso alla comunità cattolica angolana).

 

Martedì 21

La giornata odierna prevede l’arrivo di Leone XIV in Guinea equatoriale, quarto e ultimo dei paesi visitati nel corso del viaggio in Africa, con un pomeriggio già fitto di tre appuntamenti pubblici: l’incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico (seguente alla visita al presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo), quello con il mondo della cultura e quello con operatori e assistiti di un ospedale psichiatrico di Malabo, oltre all’incontro privato con l’episcopato (programma della giornata in Guinea equatoriale).

Anche rivolgendosi alle autorità della Guinea equatoriale, riunite nel palazzo presidenziale della capitale Malabo, Leone XIV colloca nel contesto della dottrina sociale della Chiesa una denuncia già risuonata nel corso del viaggio in Africa: «La rapidissima evoluzione tecnologica cui stiamo assistendo ha accelerato una speculazione connessa al bisogno di materie prime, che sembra far dimenticare esigenze fondamentali come la salvaguardia del creato, i diritti delle comunità locali, la dignità del lavoro, la tutela della salute pubblica».

Trasferitosi in un nuovo campus dell’Università nazionale, a lui intitolato, Leone XIV incentra il suo discorso all’università sulla «ceiba», l’albero nazionale, concludendo: «Negli spazi di questa sede, la “ceiba” della Guinea Equatoriale è chiamata a dare frutti di progresso solidale, di una conoscenza che nobiliti e sviluppi l’essere umano in modo integrale. È chiamata a offrire frutti di intelligenza e rettitudine, di competenza e saggezza, di eccellenza e servizio».

In Algeria e in Angola gli anziani, in Camerun gli orfani e i disabili. E ora, in Guinea equatoriale, i malati dell’ospedale psichiatrico «Jean-Pierre Olié» alla periferia della capitale, e, domani, i carcerati: a ogni tappa dell’itinerario africano di Leone XIV sono stati previsti incontri con persone ferite dalla vita.

La morte, un anno fa, di papa Francesco viene commemorata dal successore Leone XIV in due modi: rivolgendosi ai giornalisti durante il volo di trasferimento dall’Angola, ricordandone, tra «tante cose», la «fratellanza universale» e «il messaggio della misericordia»; e con il messaggio inviato il 12 aprile al card. Re, che oggi celebra a Santa Maria Maggiore, in quanto decano del collegio cardinalizio, una messa di suffragio: «Ancora sentiamo risuonare le sue esortazioni — scrive il papa —, espresse con parole eloquenti, per rendere più comprensibile la lieta notizia: misericordia, pace, fratellanza, odore delle pecore, ospedale da campo e tante altre. Ognuna di queste espressioni ci riporta al Vangelo da Lui vissuto con un linguaggio nuovo che annuncia lo stesso Vangelo di sempre».

 

Mercoledì 22 mattina

Due trasferimenti interni nella giornata che Leone XIV trascorre interamente in Guinea equatoriale: la mattina da Malabo a Mongomo, dove sono previste la messa e la visita alla «Escuela tecnologica» intitolata a papa Francesco; il pomeriggio da Mongomo a Bata, con la visita alla prigione, la commemorazione delle vittime dell’esplosione del 2021 e l’incontro con i giovani e le famiglie; infine il rientro a Malabo.

Per la prima delle due messe che celebra in Guinea equatoriale Leone XIV si trasferisce a Mongomo. Nella cattedrale dell’Immacolata Concezione l’omelia di Leone XIV a Mongomo ha posto l’accento sulla responsabilità dei cattolici nel futuro del paese, evocata dal motto stesso della visita. «Si tratta di prendere parte, con la luce e la forza del Vangelo, allo sviluppo integrale di questa terra, al suo rinnovamento, alla sua trasformazione. (…) Che il Signore vi aiuti a diventare sempre più una società in cui ciascuno, secondo le diverse responsabilità, opera al servizio del bene comune e non degli interessi particolari, superando le disuguaglianze tra privilegiati e svantaggiati».

Mocellin

Guido Mocellin

Giornalista

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