Mercoledì 12
Anche oggi Leone XIV tiene l’Udienza generale all’interno della basilica di San Pietro: a Roma, la mattina, il termometro segna 37 gradi. «L’anno liturgico» è il tema della sesta catechesi sulla Sacrosanctum concilium che il papa pronuncia. Nel corso dei saluti ai pellegrini, Leone XIV manifesta la sua vicinanza ai colombiani «che patiscono gli effetti del recente terremoto» (il 10 agosto la prima scossa).
Dopo la lettera ai religiosi statunitensi, resa pubblica lo scorso 21 luglio, Leone XIV si rivolge alle religiose del suo paese d’origine inviando un videomessaggio all’assemblea della LCWR di quasi 5 minuti, in corso a Orlando. Il papa argomenta sul tema dell’assemblea, «Molti carismi, un solo Spirito, una sola chiamata».
Giovedì 14
«Anche uno solo di questi bambini» è il tema della prossima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (27 settembre) e del messaggio che Leone XIV ha preparato per l’occasione, firmato l’11 e diffuso oggi (messaggio per la 112ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato). «Davanti a ciascun minore migrante, siamo chiamati a compiere un atto di umanità e di fede: nel bambino, infatti, possiamo accogliere e incontrare il Signore», scrive il papa, prima di analizzare le responsabilità che tutti portano a proposito dei minori migranti: nella vita personale, in quella ecclesiale, nell’orizzonte delle diverse religioni e nel contesto delle istituzioni civili.
Presso i benedettini di Mount Abbey, nell’Oregon, il Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha convocato da oggi al 19 un incontro internazionale (vi partecipano cardinali, vescovi e laici) sulla formazione liturgica del popolo di Dio. Leone XIV interviene con una lettera inviata il 29 giugno al prefetto del dicastero, card. Arthur Roche. Facendo perno sulla lettera apostolica Desiderio desideravi di papa Francesco e citando le sue correnti catechesi alla Sacrosanctum concilium, il papa insiste «sul rispetto che tutti coloro che sono chiamati a preparare la celebrazione dei divini misteri, e in particolare i sacerdoti, devono mostrare per i riti promulgati» da Paolo VI e da Giovanni Paolo II, quel rispetto che essenzialmente deve nascere «dall’atteggiamento interiore di disponibilità e di affidamento a Dio, manifestando umiltà davanti alla sua grandezza e fedeltà sincera alla comunione ecclesiale» (notizia di The Tablet sulla lettera al card. Roche).
Sabato 15
Per celebrare la messa nella solennità dell’Assunzione di Maria Leone XIV torna, come nel 2025, nella parrocchia di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo. «La glorificazione di Maria in anima e corpo — afferma nell’omelia dell’Assunzione a Castel Gandolfo — ci insegna che la nostra vera bellezza non consiste nel nascondere i segni del tempo che passa, ma nel mostrare impressi anche nella nostra carne i segni dell’amore che non ha fine. Ci invita, così, a rivedere molti dei canoni estetici, prevalentemente di stampo edonistico e consumistico, che il mondo ci impone».
Per l’Angelus Leone XIV si trasferisce in piazza della Libertà (video dell’Angelus dell’Assunzione). Torna a riflettere sull’Assunzione di Maria confrontando «i due modelli iconografici con cui nei secoli gli artisti» hanno raffigurato «questo mistero della fede» e, dopo la preghiera, invoca l’intercessione di Maria «a nome di quelle comunità che hanno particolarmente bisogno di essere consolate e di continuare a sperare», come «i fratelli e le sorelle della Terra santa», il «popolo ucraino e il popolo russo», i «cristiani che soffrono discriminazione o addirittura persecuzione».
Domenica 16
Anche la preghiera dell’Angelus domenicale avviene in piazza della Libertà a Castel Gandolfo. Al termine (nel video dell’Angelus del 16 agosto dal minuto 11) Leone XIV formula un nuovo appello «affinché cessino le ripetute violenze contro la popolazione civile palestinese in Cisgiordania», e chiede «con urgenza alla comunità internazionale di fare in modo che progredisca la soluzione a due Stati, per una pace giusta e duratura».
Guido Mocellin
Giornalista
