A 60 anni dalla Nostra aetate – PapaNewsLink 15-16.9.2026

Martedì 15

Nel giorno abitualmente destinato da Leone XIV (e negli ultimi anni anche da Francesco) alla sospensione degli impegni pubblici, l’unico atto papale è la nomina di alcuni vescovi, tra cui quello di Terni-Narni-Amelia. Si tratta di Alfonso Raimo, campano, 67 anni, attualmente ausiliare a Salerno-Campagna-Acerno (nomina di Alfonso Raimo vescovo di Terni-Narni-Amelia). La sede umbra era vacante dal 21 febbraio, quando mons. Francesco Antonio Soddu era stato trasferito alla guida dell’arcidiocesi di Sassari.

 

Mercoledì 16

Con un rescritto in data 22 giugno Leone XIV ha approvato la pubblicazione, che avviene oggi, della nota Un cammino di speranza. Il sottotitolo, «Sessant’anni di dialogo e di fratellanza interreligiosa alla luce della dichiarazione conciliare Nostra aetate», spiega a quale cammino ci si riferisce, con un posto di rilievo riservato al dialogo con gli ebrei. Lo firmano tre dicasteri vaticani: Dottrina della fede, Promozione dell’unità dei cristiani e Dialogo interreligioso. Un’Introduzione e una Conclusione incorniciano le tre parti centrali: «Sviluppi postconciliari: una continuità arricchita dai papi successivi», «I frutti e le sfide della dichiarazione Nostra aetate oggi» e «Prospettive e orientamenti per il futuro del dialogo interreligioso».

La costituzione Gaudium et spes e segnatamente i nn. 23-32 dedicati a «La comunità umana» sono il tema della terza catechesi sulla Gaudium et spes che Leone XIV dedica, durante l’Udienza generale in piazza San Pietro, a questo documento del concilio Vaticano II.

Nella parte finale dell’Udienza, rivolto ai pellegrini (nel video dell’Udienza generale dal minuto 59’45”), Leone XIV offre uno scorcio poco noto dell’attività dei cappellani delle carceri italiane, in pellegrinaggio a Roma: li ringrazia «per la preziosa collaborazione», con lui stesso e con la Segreteria di Stato, «nel soccorrere spiritualmente le esistenze travagliate di tanti fratelli e sorelle detenuti che scrivono al papa per raccontare i loro drammi e le loro ferite».

Con il titolo «Il XXI secolo: un nuovo tempo di martiri?» il Dicastero delle cause dei santi e la Commissione Nuovi martiri – Testimoni della fede hanno tenuto a Roma, ieri, un convegno. Oggi i 300 partecipanti vengono ricevuti da Leone XIV (discorso di Leone XIV ai partecipanti al convegno sui nuovi martiri). Nel suo discorso il papa ragiona sulla specificità del concetto di «testimone della fede», formulato «proprio per accogliere e onorare situazioni storiche complesse in cui la motivazione dei carnefici non è riconducibile esplicitamente all'”odio della fede”».

Da Milano a Roma a Chioggia: è il percorso ecclesiale del vescovo Michele Di Tolve, 63 anni, chiamato nel 2023 a Roma dalla diocesi ambrosiana di cui è originario (e dove è stato rettore del seminario) per assumere l’ufficio di vescovo ausiliare, e ora trasferito a Chioggia come ordinario (nomina di Michele Di Tolve vescovo di Chioggia) al posto di Giampaolo Danin, a sua volta nominato lo scorso 14 maggio arcivescovo di Gorizia.

Mocellin

Guido Mocellin

Giornalista

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