Corriamo il rischio di abituarci a tutto, anche alle guerre, anche ai morti. Da un lato è necessario che la vita vada avanti e così, per certi aspetti, deve essere; dall’altro, però, ci si apre la domanda sulla possibilità di altri scenari, di altri futuri. E no, non possiamo abituarci a tutto perché ci chiuderemmo in un presente dallo sguardo breve. Anche il numero di settembre di Regno-Attualità è un esercizio di riflessione in questo senso.
Di fronte a uno schema che si ripete, cerchiamo di trovare il punto sul quale poter proporre un esito diverso, possibile, alternativo. È così per l’economia, che si è abituata all’alternarsi di shock, dimenticando le fragilità strutturali (S. Tomasini). È così per la vicenda dei funerali celebrati in Serbia in pompa magna – occorre dirlo – per un acclarato criminale di guerra (M. Flores).
È così per la questione migranti, che viene affrontata solo sotto l’emergenza, fomentando le paure (M. Ambrosini). È così per la guerra russa in Ucraina e la piccola ma fondamentale goccia dell’azione diplomatica della Santa Sede (G. Brunelli).
Naturalmente c’è anche tutto il resto, e – come vedrà sfogliando il fascicolo – non vogliamo dimenticarlo: quell’ordinario della vita della Chiesa e della cultura che senza clamore continuiamo a raccontare e ad analizzare con cura e passione.
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Maria Elisabetta Gandolfi
Caporedattrice Attualità per “Il Regno”
