Venerdì 25 (pomeriggio e sera)
Le fonti ufficiali distinguono il «viaggio apostolico in Francia» dalla «visita alla sede dell’UNESCO» come un appuntamento a sé stante, per quanto l’agenzia abbia sede a Parigi. Il papa vi pronuncia un discorso che i media vaticani definiscono «monumentale», imperniato su «una domanda fondamentale, che ci interpella con urgenza: che cosa significa essere umani?», sullo sfondo – pur citandola solo marginalmente – dell’enciclica Magnifica humanitas (resoconto del discorso di Leone XIV all’UNESCO).
La tappa di Leone XIV alla cattedrale di Notre-Dame de Paris, da poco riaperta dopo l’incendio del 2019, comprende la celebrazione dei vespri con i vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i consacrati e le consacrate e i seminaristi. L’omelia ruota tutta intorno a ciò che questo «luogo-simbolo della Chiesa di Francia» rappresenta, a maggior ragione dopo «l’ora drammatica» di sette anni fa, la «corale partecipazione alla ricostruzione» e ora «lo splendore del risultato» (resoconto di France Info sui vespri a Notre-Dame).
La prima giornata francese si conclude allo Stade de France, a Saint-Denis, dove 80.000 giovani attendono Leone XIV per una veglia di preghiera introdotta da uno spettacolo di luci, suoni e testimonianze. Il papa ascolta e risponde a due domande — sulla postura verso i «lontani» e sul discernimento della vocazione — e poi pronuncia una meditazione intorno a tre verbi attinti dalla lettera di Paolo a Timoteo: «Evita [il male], tendi [al bene], combatti» (resoconto di Religion Digital sulla veglia allo Stade de France).
Sabato 26
Il secondo e ultimo giorno di Leone XIV a Parigi inizia con una visita alla Maison Bakhita, un centro di accompagnamento e integrazione sociale nel XVIII arrondissement (visita di Leone XIV alla Maison Bakhita). Nato nel 2021, vi lavorano suore scalabriniane, operatori, volontari, parrocchie. Dopo aver ascoltato le testimonianze di tre persone assistite, il papa formula un saluto empatico con la realtà del centro: «La storia della Chiesa e dell’umanità, a ben vedere, non è scritta da chi sembra vincere, imponendosi e occupando lo spazio, ma da chi “fa spazio”, avvia processi di pace, genera fiducia e incoraggia alla vita» con «decisioni e investimenti controcorrente, di cui comprendiamo sempre meglio il rilievo pubblico e la promessa di futuro».
Il successivo incontro con l’Assemblea sinodale provinciale, i catecumeni e i neofiti, presso la sede dell’Institut Catholique de Paris, è il momento in cui Leone XIV prende contatto con quella che gli stessi vescovi francesi chiamano «una Chiesa in stato di iniziazione». Nel suo discorso il papa valorizza la realtà «dei catecumeni, dei neofiti e dei ricomincianti» e insiste a lungo sulla «missione» di «prendersi cura di loro e nel fungere da guida, anche dopo che hanno ricevuto i sacramenti», considerandola l’«opportunità» grazie alla quale «anche la comunità dei credenti rinnovi il proprio cammino di fede e sperimenti in modo nuovo la gioia del Vangelo» (resoconto de La Croix sull’incontro all’Institut Catholique).
L’ultimo impegno pubblico di Leone XIV a Parigi, prima del trasferimento a Lourdes, è la celebrazione della messa in Place de la Concorde (video della messa in Place de la Concorde). Davanti a un numero di fedeli stimato tra i 700.000 e gli 800.000, compresi quelli lungo l’avenue des Champs-Elysées, il papa li esorta: «Vedendovi qui riuniti, cari fratelli e sorelle, eredi di una lunga e bella storia santa in Francia, vi dico: abbeveratevi, a vostra volta, a questa fonte che è il Cuore trafitto di Gesù. Non tenete la fede in Gesù Cristo solo per voi stessi, ma lasciatela traboccare per dissetare e colmare le persone che incontrate. Spetta a voi portare la speranza là dove regnano lo scoraggiamento e l’aridità spirituale».
Guido Mocellin
Giornalista
