A Metz, alle radici dell’Europa – PapaNewsLink 28.9.2026

Lunedì 28

Il viaggio apostolico di Leone XIV in Francia si conclude a Metz, dove il primo dei tre momenti pubblici in programma è un incontro interreligioso: rappresentanti francesi dell’ebraismo, dell’islam e del buddhismo, nonché delle tre principali denominazioni cristiane, pronunciano l’«Appello di Metz» (testo integrale dell’Appello di Metz su La Croix), volto a ribadire la responsabilità delle religioni «per costruire e mantenere la pace nel mondo, e specialmente qui, in Europa». Nel suo discorso all’incontro interreligioso di Metz il papa resta nella linea del testo: «Invocare il nome di Dio per legittimare la violenza o l’oppressione costituisce una profanazione di questo nome».

Il successivo incontro «Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità» è quello che dà ragione dell’inserimento di Metz nell’itinerario: città simbolo delle divisioni passate dell’Europa e del progetto di Robert Schuman, che qui formulò la «celeberrima Dichiarazione del 9 maggio 1950», che, dice il papa, «segna allo stesso tempo il punto di partenza e di arrivo del suo impegno per la riconciliazione e l’unità del continente europeo». Leone XIV pronuncia un discorso sull’eredità di Schuman e la pace in Europa che declina quell’eredità rispetto alla grave situazione attuale: «Certamente la ricerca della pace in Europa, così come nel resto del mondo, non deve essere confusa con un ingenuo irenismo. (…) Tuttavia, bisogna guardarsi dall’illusione del riarmo. (…) Favorire la pace è un’opera attiva. Oggi bisogna chiedersi se stiamo realmente facendo “sforzi creativi” per promuovere la pace mondiale, o se stiamo semplicemente cercando di “arginare l’emorragia della guerra” e prepararci meglio a quelle che presumiamo debbano ancora venire».

Presso la cattedrale di Santo Stefano, «Lanterne du Bon Dieu», Leone XIV celebra la terza e ultima messa del viaggio. L’omelia contiene, oltre alla ripresa dei temi della giornata (resoconto del SIR sulla messa a Metz), un riferimento alle vetrate di Marc Chagall che ne fanno un simbolo ecumenico: «Le opere di questo grande pittore ebreo trasformano la cattedrale in uno straordinario simbolo ecumenico e di dialogo interreligioso. (…) Contemplando queste vetrate, impariamo che il futuro dell’Europa non risiede nell’uniformità, ma nell’armonia delle differenze, dove la ferita del passato diventa una fessura che lascia filtrare luce. In questo c’è un simbolo della nostra identità di Chiesa».

Sull’aereo di ritorno verso Roma Leone XIV risponde a sei articolate domande dei giornalisti (intervista di Leone XIV sull’aereo di ritorno dalla Francia): la «natura sistemica degli abusi sessuali nella Chiesa»; il «fine vita» e la «separazione tra religione e politica»; il problema abitativo a partire da un recente caso di cronaca in Spagna; i «sacrifici» possibili per il «bene superiore della pace»; le preoccupazioni «che l’IA possa rappresentare rischi catastrofici per l’umanità»; infine un possibile viaggio apostolico in Germania, alla luce «del costante declino della Chiesa cattolica in Germania e dell’incredibile ascesa dei partiti estremisti».

Mocellin

Guido Mocellin

Giornalista

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