Attualità

famiglia

Una famiglia mi ha invitato a pregare

Quest’anno la IV domenica di Quaresima una famiglia mi ha invitato a pregare: ovviamente, in teleconferenza. Non era una preghiera in streaming: l’invito a entrare a casa loro mi ha posto fin da subito in un atteggiamento diverso da colui che guarda la TV. Le videochiamate, così frequenti in questo tempo, ci obbligano a una

Pietro Parolin

Card. Parolin: «riscoprire il primato della Parola»

Le Chiese sono aperte per la preghiera personale, ma le liturgie sono sospese. In questo tempo di emergenza Covid-19, però, tutti i credenti possono «pregare con la Parola di Dio. Leggere, contemplare, accogliere la Parola che viene. Dio ha riempito con la sua Parola il vuoto che ci spaventa in queste ore. In Gesù Dio

cimitero

Nessuno merita di morire da solo

Il 17 marzo scorso un gruppo di teologhe e teologi evangelici e cattolici ha sottoscritto e diffuso questa Lettera aperta sulla dignità del morire ai tempi del coronavirus. La riportiamo integralmente. Alle cittadine e ai cittadini, con particolare attenzione alle autorità competenti.   La morte è entrata nelle nostre case. Ogni giorno riceviamo con sgomento

Papa Francesco Coronavirus

Davanti al teleschermo e dietro alla telecamera

Come ha riferito Avvenire il giorno dopo, elaborando in proprio i dati Auditel, dal punto di vista televisivo la diretta della preghiera per la fine della pandemia pronunciata da papa Francesco venerdì 27 marzo e trasmessa in contemporanea da nove reti nazionali è stata seguita da 17,4 milioni di telespettatori, con uno share del 64,6%.

Benedizione Urbi et Orbi

Perché avete paura? Con Pietro sulla barca in tempesta

«Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti. Come quei

Soddu Caritas

5 MINUTI CON… LE INTERVISTE DI RE-BLOG – I poveri e il coronavirus. Il respiro della solidarietà

L’eccezionalità della sfida di Covid-19 e le attuali straordinarie misure di contenimento della diffusione del virus stanno mettendo a dura prova la solidarietà. Le Caritas diocesane e quelle parrocchiali, pur rimodulando i loro servizi per adeguarli alle indicazioni governative, non lasciano indietro le richieste dei più fragili. Ne abbiamo parlato con don Francesco Soddu, direttore di

Messa e Coronavirus

C’è anche chi celebra messa via Skype: un embrione di partecipazione attiva?

In un recente articolo firmato dal domenicano Alberto Ambrosio su Avvenire, molto intenso, si suggeriva di accostarsi con amore e rispetto alla liturgia invisibile che si sta celebrando, in questi giorni, al capezzale dei nostri malati: è possibile cogliere, nel dolore vissuto in solitudine, una forma di ri-presentazione del dolore di Cristo, e riconoscere in

Erio

5 MINUTI CON… LE INTERVISTE DI RE-BLOG Chiesa – coronavirus. La dimensione liturgica della casa

Con l’intervista a mons. Erio Castellucci, vescovo di Modena-Nonantola, dedicata in gran parte alle misure che la Chiesa sta adottando per far fronte all’emergenza Coronavirus, inauguriamo una nuova rubrica di contributi audio dal titolo “5 minuti con…”      Mons. Erio Castellucci, voi state già riflettendo e pensando a come si celebrerà questa Pasqua? «La

Solitudine dell’uomo, solitudine di Dio

Solitudine dell’uomo, solitudine di Dio

A proposito degli eventi di questi giorni, pubblichiamo una riflessione inviataci da fra Timothy Radcliffe, già maestro generale dei domenicani, in vista della Pasqua. Alcuni giorni fa, aspettando di passare attraverso i controlli all’aeroporto di Tel Aviv, mi sono soffermato a guardare i movimenti del ragazzo che era in coda prima di me. Ogni volta

Ritratto solo

Nell’intimità della tua casa

In questi giorni, in sede sia civile sia religiosa si moltiplicano gli appelli a riscoprire la bellezza e la ricchezza affettiva di stare in famiglia. Essi sono giustificati sul piano civile in quanto orientati a fare pressione sulla gente, e in particolare sui giovani, perché restino a casa. Gli appelli vanno, quindi, valutati come una

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