Lasciarsi illuminare

Con Gv 9,1-41 siamo nel contesto della festa di Sukkot, di cui si parla esplicitamente in Gv 7,37s. Questa festa era caratterizzata da due elementi simbolici, l’acqua e la luce. L’ultimo giorno (Šemini ‘aṣeret), in particolare, oltre ai sacrifici e a una solenne processione per invocare la pioggia si faceva la libagione dell’acqua che i sacerdoti avevano attinto con fiale

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Per raggiungere i molti

«Doveva (edei) perciò attraversare la Samaria» (Gv 4,4), così l’antefatto immediato dell’episodio che domina Gv 4: in realtà Gesù non «doveva», tanto che il latino traduce oportebat. Per andare dalla Giudea alla Galilea tre erano le possibilità: o la strada litoranea, o quella che risaliva il corso del Giordano o quella, appunto, che attraversava la Samaria. Le prime due

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La meta ultima e come raggiungerla

Come il racconto delle tre prove, anche il racconto della trasfigurazione compare in tutti e tre i Sinottici ed è ricordato in 1Pt 1,16-18. Come sempre i tre racconti si differenziano in dettagli peculiari a ciascuno.  Dal canto suo Matteo ne fa un racconto midrashico dell’Esodo, specie Es 24,1ss, a partire dalla precisazione temporale. Ma, come nell’Esodo, compaiono anche

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Le tre prove e l’Israele fedele

Presente in tutti e tre i Sinottici, letto spesso e più spesso malamente citato, il racconto delle tentazioni, o piuttosto delle «prove», assume colore e significato differenti, come sempre succede, a seconda degli interessi del redattore e della Chiesa a cui si rivolge. Matteo premette al ministero di Gesù come prologo interpretativo il racconto del battesimo e delle tentazioni. Tale prologo rivela

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Di fronte al Coronavirus: scienza e solidarietà

A ogni segnale del rischio di nuove pandemie, l’occhio della storia coglie un aggiornamento di quella lunga vicenda che lega umani, animali e virus. La peste nera, il «genocidio preterintenzionale» degli indigeni americani, l’influenza spagnola hanno segnato in modo massiccio gli assetti geopolitici e i loro successivi sviluppi. Non è un caso che nel tempo della futurologia scientifica,

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Parlare nella verità

La lunga pericope di Matteo (5,17-37) che leggiamo nella sesta domenica del tempo ordinario esige un’altrettanto lunga duplice premessa. Si legge di frequente nei commentari che il testo è costruito su una serie di antitesi. Ora: l’antitesi è una figura retorica di carattere logico, che consiste nell’accostamento di due parole o frasi di senso opposto. Nonostante l’avversativo

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Opere belle

Con il discorso della montagna Matteo rivolge la sua attenzione, e richiama la nostra, su Gesù come il maestro, al modo di Moše rabbenu, «Mosè, nostro maestro», secondo la formula tradizionale. Ora un autentico maestro non si limita a trasmettere nozioni o un sapere intellettuale. Soprattutto nel mondo antico, l’insegnamento era comunanza di vita con gli allievi e, dal punto

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La luce e la spada

La festa della Presentazione prevede, in apertura di rito, la benedizione delle candele e la processione per andare «incontro al Cristo nella casa di Dio». È la festa dello Hypapante, particolarmente cara alle Chiese d’Oriente, già ricordata da Egeria (fine IV sec.), che vi partecipò nel corso del suo lungo pellegrinaggio ai luoghi venerati: «Il quarantesimo giorno dopo

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